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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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ALLO STESSO

Milano , 9 gennaio 1826.

Pregiatissimo signor abate. — Il cav. Zanoli mi avevagià data speranza della venuta vostra in Milano . La vostradei 24 dicembre, ricevuta solamente ieri, me la conferma,e ne provo molto piacere : perché nella mia lontananzadalla patria niuna cosa mi è si cara quanto il consolarmidella presenza di qualche amico concittadino, consolazioneche Sì di rado mi avviene. Siate adunque sicuro che saròlieto assai di conoscervi di persona , c ringraziarvi del-1’ onore che fate alle cose mie in cotesta pubblica Biblio-teca , secondo ciò che il Zanoli mi dice. Memore della miapromessa, ho rauirato parecchie altre mie operette perfarne dono alla delta Biblioteca . E avrete principalmentela nuova edizione, ch’è sul finire, non solo di quanto tro-vasi in quelle di Parma, Pisa, Siena, Napoli, Verona , madi tutte ancora le poesie che mi è accaduto di scrivere inMilano dopo la venuta del Tedesco . Ma da questa edi-zione sono sbandite tutte le poesie che ho scritto dal 98del secolo andato fino al i4 del secolo presente. Homolti inviti da Londra a farne colà una completa edizione.Ma i regolamenti mel vietano della vigente Censura, e ilviolarli porterebbe la mia ruina. Intanto la pirateria deglistampatori fuori di Stato mi assassina. Nella sola Firenze sonosi pubblicate cinque edizioni della mia Iliade , oltrequelle di Brescia, di Milano e di Napoli , e tutte le esternesenza verun mio profitto. Altrettanto si è fatto delle Tra-gedie per tutta l’Italia . Della Bassvilliana non parlo, di cuitutto dì a mio pregiudizio si moltiplicano le edizioni, lequali già s 1 appressano al centinajo, e a me povero autorenon ne viene il guadagno neppur di qualche copia in re-galo. Tale in Italia è la misera condizione de’ letterati pernon essersi mai tra’Governi italiani convenuta una re-