DEDICATORIE
45
Eminentissimo e Reverendissimo Principe
Le opere insigni non han bisogno di appoggio. Basta ilnome di chi le scrisse, o il pregio de’ libri per interessarel’attenzione di chiunque. Ma uno scherzo poetico, che, nèdal merito della poesia, nè dalla età dell’ autore, e neppurdalla mole può lusingarsi di richiamare a sè l’altrui sguardo,uop’ è che porti in fronte 1’ augusto nome d’ un rispetta-bile Mecenate. Soglion così talvolta gli avveduti architetti,negli sconci ed irregolari edifìzi, ornar più che mai l’esternoaspetto, per interessare con la speciosità almeno della no-bil facciata 1’ occhio del passeggero. Il solo nome d’ungraziosissimo principe, che è la delizia di questa città, eche rende assai più belle co’ personali suoi pregi le fermeglorie dell’illustre sua famiglia, saprà conciliare a’mieiversi quella benevolenza, che altronde sperano invano. Chese mai questo stesso rende più colpevole la mia arditezzaeh’ io presenti a V. E. un sì meschino parto de’miei scarsitalenti^ ricordatevi, Principe Eminentissimo, che i vostripari non sono mai più gloriosi, che quando sono benefici.Tal che se non basta per mia difesa il nome del chiaris-simo oratore, che è F oggetto di questi versi, compiacetevialmeno di voi medesimo, che con quell’aria di placidissimaserenità, che vi brilla sul viso, tacitamente mi faceste co-raggio, perchè soddifacessi un antico mio desiderio di ri-
(*) Indirizzandogli la Visione di Ezcchicllo in lode dell’ab. Giannolti,ehe aveva predicato in Ferrara . Vedi il T. I, pag. 191, di cjucsta col-lezione. ( V Editore.)