DEDICATORIE
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imparar di leggere un po’meglio i Latini, e lasciar la stradadell’ imbellettato seicento, verso cui l’italiana poesia s’in-cammina a gran passi} a non correr dietro alle luccioledel Marini, come i fanciulli dietro a quelle di primavera}a restar persuasi, in una parola, che sarà sempre a dispettoloro un cattivo poeta colui, che per accozzare un’ottava,un sonetto ha bisogno di andar accattando qua e là ideeripetute, falsi concetti, frasi ampollose e risuonanti parole,le quali, riempiendo la bocca e l’orecchio, lasciano affattovuoto il cuore e lo spirito.
Eccovi aperta la strada di far del bene agli altri e diacquistar lode a voi stesso. Ma la lode voi forse non lacurate , perchè siete già troppo assuefatto a riscuoterla.Tuttavia godetene sempre, perchè sempre vi è dovuta. Sulpiù bel fiore dei vostri anni voi siete maturo di cogni-zioni e di criterio , voi avete una suppellettile di tanta esì varia erudizione, che potete essere considerato comeun fenomeno. Seguitando coll’ istcssa rapidità di progressi,voi sarete prima dell’età ancor lontana dei trent’anni, nongià un uomo celebre, poiché questo è un titolo divenutoequivoco fra di noi dacché si è trovata la comodità dicomprarlo dai Gazzettieri ad un prezzo discreto, ma bensìl'ammirazione e l’amore d’Italia tutta, e dopo ancora delpiù remoto settentrione, verso il quale voglio che facciamoquanto prima un viaggio insieme^ purché Amore permettaa voi di staccarvi dal fianco della signora Bettina, e nonponga me nel furore di scrivere nuovamente delle Elegie.