DEDICATORIE
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tanto piacquemi questo capriccioso componimento, chedovendo io pure scriverne uno di mezzo carattere per lenozze d’ un mio tenero amico, non potei far a meno diseguire la traccia d’ un pensiero che trovai nel vostro , eche mi sedusse per la sua novità e bizzarria. Volli allorasostituirvi idee e parole che fossero mie, e lo feci. Masiccome e le une e le altre coincidevano affatto colle vostre,nè tornavami bene di mutar sentimento, perchè era diffi-cile trovarne un altro più a proposito; così mi risolsi pru-dentemente di rimettere, ove mi abbisognava, i vostriversi nel posto de’miei. Vi mando tutto il capitolo (*), ac-ciocché vediate che io sono un ladro di buona coscienza,e comprendiate che v’ è qualche precetto del Decalogo cheio non sono solito di trasgredire. Guardatevi intanto dalfarmene la minima querela, o lagnatevi prima di voi stessoche mi avete messa in testa la frenesia di credere che imiei versi siano d’un conio non molto differente dai vostri:quantunque però pei capitoli, di cui si parla, il tuono delvostro sia assai più franco, più stizzoso, dirò oosì, c piùcondito di vero sale comico; laddove il mio è quasi tuttodeclamatorio e sparso d’un giocoso più forzato e menopiccante : onde un pezzo del vostro capitolo trapiantatonel mio forse lega sì bene, come farebbe un odoroso arancioinnestato sopra di un nespilo silvestre. Che se pure voletedolei’vi meco di qualche cosa, doletevi della sciocca let-tera che v’ ho scritto per la sola vanagloria di far sapereche io sono vostro amico, quantunque io non abbia avutala fortuna di vedervi e di parlarvi altro che una voltasola , e la prima volta sia questa pure in cui ho 1’ onoredi dirmi, etc.
(") Vedi il T. I, pag. 3 1 8 di questa collezione. (L’Editore.)