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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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DEDICATORIE

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acca'der non suole giammai nel bel sesso. Quello intantoche mi rincresce si è che anche voi, mio caro Monsieur,siete soverchiamente innamorato di questa virtù, e chefate lo schizzinoso quando vi si dice che voi siete un gio-vane pieno di eleganze, di spirito e di dottrina, e che me-ritate le lodi di tutte le persone amiche del merito e dellaverità. Sebbene non tutti conoscono poi la finezza deivostri talenti, perchè voi non avete la smania ridicola difarla a tutti palese, simile, dirò così, ad una rosa, la qualedalle proprie foglie modestamente coperta, si nascondetalvolta tra la siepe agli occhi diligenti di chi la cerca, mache tradita vien poscia dalla fragranza de suoi odoriquando le si passa da vicino. Intanto alle persone di let-tere note sono le vostre operette nelle quali sul fiore dellagiovinezza voi manifestaste una ragione matura \ e meglioancora farete un giorno conoscere la vostra capacità,quando arricchirete la letteratura francese collopera incui proposto vi siete di presentare al pubblico il quadrodello spirito dei più celebri scrittori italiani, e di vendi-care la nostra nazione dallingiusto disprezzo che ardisconodi avere per essa certi paladini erranti della filosofia chesi danno il titolo dilluminati, e in giudici si erigono dellenazioni. Soddisfatto in tal modo il dovere di uomo inna-morato e difensore dell Italia , delle lettere e della verità,farete ritorno in Parnaso a conversar colle Muse, e daretedi piglio alla lira soave di Chaulieu, la quale si lagna dinon essere più toccata che da mani filosofiche, più atte amaneggiare il compasso della geometria, e che non sannocavarne quella dolce armonia che è larbitra dei cuoriben fatti. Non farà più queste doglianze sotto il toccodelle vostre dita. Ricordatevi però che duopo è primainnamorarvi, e trovar una Nice, una Fille a cui dar deiconsigli, come non ho lasciato di far io , benché senzafrutto. Ma voi sarete più fortunato di me. Vedrete allora chei miei versi a confronto dei vostri diverranno una insipidacosa, e che io, in tutto quel poco che seno, altro non hodi prezzabilc se non che lamore e la stima con cui sono, etc.