38 STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANAe mostrasi al primo aspetto troppo differente dagli argomentitrattati da tutti gli altri poeti: ma ammettendo cotale malinco-nia e differenza il giudizioso Denina afferma, die siffatta ideanon poteva essere più felice, avuto riguardo al tempo in cuiscrisse (i). Mi muovon la bile gli ammiratori di quei tempi , ecoloro , i quali , quando altri mostra o sdegno o disprezzo perle opinioni e le pratiche superstiziose, esclamano che la religio-ne è oltraggiata: ma ecco le espressioni di quel religiosissimo edottissimo scrittore. ,, Alla più universale e più profonda cre-dulità andava congiunta ogni sorta di vizj e dì pubbliche e diprivate scelleratezze. Non gli potevano perciò mancare «oggettiillustri da rappresentare nelle sue scene dell’ inferno, del pur-gatorio, e del paradiso. La superstizione dominante rendeva pro-babilissime le sue finzioni „. Facciamoci oramai a vedere qualiesse siansi cotali finzioni, e la straordinaria composizione, nellaquale vengono adoperate. Esaminiamo la Divina Commedia conpiù diligenza,che finora non si è fatto; ma con .quella diffidenza,che deesi avere di sè stesso nel recar giudizio d’ un autorecelebre, particolarmente di un autore straniero.
(>) Vicende della letteratura , lib. II , c. io.