Band 
[Tomi primo & secondo.]
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Capo Vili. S e z. I. 4^

Pin innanzi verso il fine dellopera si avviene in Tolo-meo , lantico astronomo, cbe si fa ad «istruirlo:

Or mi volsi di canto

E vidi un bianco manto ;

Ed io guardai più fiso

E vidi un bianco visoCon una barba grande

Cbe sul petto si spande . . .

Li domandai del nome ,

E chi egli era, e comeSi stava soletto

Senza niun ricetto . ,

Colà dove fui nato

Fu Tolomeo eliminatoMastro di strolomiaE di filosofia, ec.

Ecco dunque una visione del poeta , una descrizione diluogo e di oggetti fantastici, uno smarrimento in una foresta ,una pittura ideale delle virtù e dei vizj , lo scontro d un anti-co poeta latino , che serve di guida al moderno, e quello di unantico astronomo, cbe gli spiega i fenomeni celesti ; ed eccoper avventura il primo germe del concepimento del poema diDante , o almeno lidea generale , nella quale gettò e fuse inalcun modo le sue tre idee particolari dell inferno, del purga-torio e del paradiso (j) ,

(i) Ci vennero dati nel Pubblicista , 3 o luglio 1809, alcuni indizjsull origine ilei jiocma di Duale, tratti da un giornale alemanno inti-tolato Horglien-blutt , secondo i quali il Dante avrebbe attinto ad unaIonie adatto diversa . Vi narra, che un abate del Monte-Cassino, chia-mato Giuseppe Costanzo , ha di fresco scoperto , che un certo Alberico,monaco di quel monastero, ebbe una visione, che si die cura di scrivere,nella quale si credette condotto da san Pietro , assistito da due angeli eda una colomba , nell inferno e nel purgatorio , d' onde fu trasportatonei sette cieli , e nel paradiso. Altri documenti , dicesi , fan fede chenel 1123 quest Alberico fu ricevuto monaco nel Monte-Cassino, e che ,per comandamento di un altro abate , un diacono in allora celebre sotto