4G STORIA DE LI. A LETTERATURA ITALIANAAvrà una visione come il suo maestro; si smarrirà in unaforesta, in un luogo deserto e selvaggio, d’onde si troverà tra-
jl nome di Paolo , compilò di nuovo la visione di Alberico . Si aggiungedie il manoscritto del diacono Paolo esiste , e che la sua data può solocadere tra ’L 11 5 c> ed il 1181 . Alberico , che non si vuole confondere conun altro Alberico , suo contemporaneo , monaco anche egli nel Monte-Cassino, e di pili cardinale , ottenne, come lui , un articolo negli Scrit-tori italiani del conte Mazzuchclli. Vi si rinvengono tutti questi fatti,se non che in luogo d* uno chiamato Paolo , ci si presenta imo detto Pie-tro Diacono , che ritoccò la visione di Alberico . Di costui dice la cro-naca d’Ostia : Vi sio netti Alberici monaci Cassinensis corruptam eme fi-davi t . Pietro diacono non è dunque adatto sconosciuto nella storia let-teraria di quel tempo; egli è l’autore del libro De vivis illustribus Cas-sinensibus , citato nel medesimo articolo del Pubblicista , e che fu datoalla luce con note erudite dall* abate Mari. Finalmente , al dire di Maz-zuchelli j esiste un esemplare del libro d* Alberico De visione sua, nel-la biblioteca della Sapienza in Roma . Cotale scoperta non dovette co-stare molta fatica al padre Costanzo : ma vorrebbesi avere sott* occhio1 * opera , nella quale lo accenna e che pare essere stata pubblicata a Ro-ma nel principio di questo secolo : non avendola, e conoscendo solo que-sti fatti per mezzo d’ un giornalista francese , clic li ha ricavati da ungiornale alemanno , il quale li trasse aneli* esso da una lettera scritta daun professore italiano , crediamo che non se ne possa dare alcun giudi-zio . Il giornalista francese , il solo , eh* io possa citare , adduce parec-chie somiglianze tra la visione di Alberico ed il poema di Dante , c vene ha delle evidenti : solo non so dove abbia potuto trovare che l * aquilala quale trasporta il poeta alle soglie del purgatorio , è una colombanella scrittura d* Alberico . Non si fa menzione di aquila nel passaggioche fa Dante dall* inferno al purgatorio , dove arriva per tutt’ altromezzo . Non ho mai veduto nè anco alcuna foresta nel vigesimoterzocanto dell’ inferno . Ma altri chiederà , come Dante ebbe conoscenza dicotale visione per imitarla ? Si conserva , viene risposto , in Firenze nella biblioteca Laurenziana un manoscritto di Dante arricchito di notedal dotto Bandini ; in queste note si dice , che il Dante erasi recato duevolte a Napoli prima del suo esilio , c che in que* due viaggi ha dovutoudire a ragionare della visione d* Alberico , che era sicuramente cono-sciuto nel paese , poiché eranvi dei pittori che toglievano da essa deisoggetti pei loro quadri , come lo attesta una antica pittura posta , co-me si narra , nella chiesa di Frossa . ,, E anche verisimile che siffattavisione gli venisse comunicata nella stessa badia del Monte-Cassino; pe-rocché t covasi nel ventesimo secondo canto del suo poema un passo chefa testimonianza che lo visitò ,, . Ignoro se questa congettura sia del ca-nonico Bandini , o dell' autore italiano della lettera , o del giornalistaalemanno , o del francese : ma è certo che in (pici canto dell inferno nèvi ha , aè vi può essere cosa che riferiscasi ad una visita del Monte -