94 STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANAlungo episodio, nel quale i diavoli ingannano da principio i dueviaggiatori, tacendo lor fare un giro, sotto colore che là il pon-te sia rotto. Il capo di quella schiera dà loro per guida diecidiavoli, e ne accenna i nomi inventati a talento dal nostro poe-ta, Alichino, Calcahrina, Cagnazzo, Barbariccia, Libicocco,Dri-ghignazzo, Ciriatlo, Graffiacene, Farfarello e Rubicante.Bell’ar-gomento ai commentatori, per indagare d’onde abbiagli deri-vati, e qual senso vi appiccasse. E non mancarono di farlo, edil risultamento si fu, ebe non vi si potè nulla comprendere (i).
La schiera mettesi in via; quella marcia sveglia nel poetaidee guerriere,e per dir cosi sonore,e la poesia procede anch’essacon pompa e fragore ( C. XXII ).
Io vidi già cavalier muover campo,
E cominciare storno e far lor mostra,
E tal volta partir per loro scampo;
Corridoi' vidi per la terra vostra,
O Aretini, e vidi gir gualdane,
Ferir torneamenti c correr giostra,
Quando con trombe e quando con campane,
Con tamburi, e con cenni di castella,
E con cose nostrali e con (strane;
Nè già con sì diversa cennamellaCavalier vidi muover, nè pedoni,
N T è nave a segno di terra o di stella.
In quest’apparato costeggiano lo stagno di pece bollente,ed accadono tra i dannati ed i diavoli delle scene orribili e ri-dicolose. Cotesti diavoli ne’loro scherzi non sono assai piacevoli.E’ probabile, che sia questa una di quelle farse grossolane, chesolevano essere rappresentate innanzi al popolo, dove si facevanovenire alcune anime tapine alle prese con diavoli armati di tizzie di forche ( spettacoli assai diversi da quelli che ricreavano gli