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ozj, innalzavano e nobilitavano i sentimenti ecl i pensieri degliantichi popoli ); ed è una di quelle rappresentazioni fanatiche estravaganti, che avrà dato a Dante l’idea di siffatta spezie dicommedia nell’Inferno . L’azione è vivace e proterva; ma tristae disgustosa. Quanto più scorgevi il poeta in alcune similitudinied in alcuni particolari, altrettanto dispiace il vedere la poesiaadoperato ad un cotale uso. Un Navarresc (Ciampolo), favoritodel buon re Tebaldo conte di Sciampagna, ed un monaco daGallura in Sardegna (i), tormentati pel traffico infame, che fe-cero sulla terra, non sono abbastanza conosciuti, perchè possa-no rendere interessanti cotali particolarità.
I due poeti si sbrigano in fine destramente da que’ diavolischiamazzatori,da quella soldatesca infernale, e tragittano nellasesta vallea (C. XXIII); sono inseguiti, ma Virgilio prende Dante tra le braccia, e lo si reca in salvo. Cotale atto sveglia la squi-sita e profonda sensibilità del nostro poeta: per quanto essa fos-se in lui naturale, non si comprende, come potesse rinvenirlanel fondo di quegli abissi e fra sì luttuose finzioni.
Lo duca mio di subito mi prese,
Come la madre ch’ai romore è desta,
E vede presso a sè le fiamme accese,
Che prende ’l figlio, e fugge, e non s’ arresta,
Avendo più di lui, che di sè cura,
Tanto che solo una camicia vesta.
E giù dal collo della ripa dura
Supin si diede alla pendente roccia,
Che 1’ un de’ lati all’ altra bolgia tura.
Non corse mai sì tosto acqua per doccia,
À volger ruota di mulin terragno,
Quand’ ella più verso le pale approccia,
Come ’l maestro mio per quel vivagno,
Portandosene me sovra ’l suo petto,
Come suo figlio, e non come compagno,
(i) Frate Gomita , favorito (li Misode’ Visconti di Pisa , governa-tore o jiresiden te di Gallura.