9$ STORIA DEI .LA. LETTERATURA ITALIANACosì [H‘r li gran Savi si contessa ,
Che la Fenice muore e poi rinasce ,
( o appressa fi).
Erba nè biada in sua vita non pasce
Ma sol d’incenso lagrime , e d’ amomo ,
E nardo e mirra son 1’ ultime l'asce .
Cotale immagine è per avventura troppo poetica e troppobella por un Vanni Fucci , rubatore di sacri arredi ( 2 ), chemostrasi solo per proferire alcuni detti oscuri, che vogliono es-sere commentati, sulle fazioni dei Bianchi e dei Neri , ch’eranonate nella sua patria, e che avevano di poi arrecato tanto dannoai Fiorentini. Egli fogge dopo avere maledetto Dio , Pistoja eFirenze , ed è inseguito ( C. XXV ) da un centauro tutto co-perto di serpenti dalla groppa insino al viso, e che ha un dragoinfuocato coll’ali aperte sopra le spalle. Esso è Caco , quelladro del mont e A ventino , ucciso da Ercole , sehben Caco nonfosse un centauro .
Tre ombre s’alzano ad un tratto dal fondo della fossa .Due enormi serpenti, e di forma straordinaria si appiccanosuccessivamente a ciascheduna di esse , e per una trasforma-zione descritta con una portentosa varietà , le membra e lepersone dei serpenti, si confondono colle membra e colle per-sone delle ombre, si che più non sono ora mai nè uomini nèserpenti, ma mostri informi che tengono degli uni e degli al-tri , e quali non se ne videro giammai . Noi rechiamo qui in-tero questo passo, ricco di similitudini , d’immagini, d’armo-
(1) Imitazione (li cjuel bel passo della metamorfosi d’ Ovidio:
Una est tpiac reparet, seque ipsa rcseminet ales ,
Assyrii PJioeuica vocant: nec fruge necpie la-i bis ;
Scd Ihnris et lacrymis , et succo vivit araomi.
(a) Questo sciuurato aveva involato i preziosi arredi della sagrestiadel duomo di Pistoja : uno de' suoi amici, chiamato Vanni della Nona ,li aveva nascosti ili sua casa . Cadde il sospetto sopra il’un altro , chelu arrestato; Pucci lo trasse d’impaccio consigliandolo a farli cercare dalpodestà in casa ai Vanni delia Nona. Gli arredi furono trovati, ed ilpovero A anni fu impiccate. Dantemette talora nel suo inferno dei bric-coni assai spregevoli e vili.