Capo Vili. S e z. II. gg
nia imitativa , e pieno d' estro , di fuoco e di novità . Esso èper avventura uno di quelli, ne’quali si può maggiormenteammirare il genio poetico dell’ autore , l’arte di dipingere conparole , di rappresentare oggetti fantastici,ed enti o fatti fuoridella natura , e d’ ogni possibilità , con tanta verità , natura-lezza e forza , che un li crede, vedere in leggendoli , e che lettiche li ha una volta , creda per tutta la vita di averli veduti .
Se tu se’ or , lettore , a creder lento
Ciò , eh’ io dirò , non sarà maraviglia ;
Clic io , che ’l vidi , appena il mi consento .
Com’ i’ tenea levate in lor le ciglia ,
E un serpente con sei piè si lanciaDinanzi all’ uno , e tutto a Ini s’ appiglia .
Co’ piè di mezzo gli avvinse la pancia ,
E con gli anterior le braccia prese ;
Poi gli addentò e 1’ una e 1’ altra guancia ;
Gli diretani alle cosce distese ,
E miseli la coda tr’ amenduc ,
E dietro per le ren su la ritcse :
Ellera abbarbicata mai non fueAd alber si , come l’ orribil fieraPer 1’ altrui membra avviticchiò le sue .
Poi s’ appiccar , come di calda ceraFossero stati , e mischiar lor colore :
Nè 1’ un , nè 1’ altro già parca quel eli’ era ;
Come procede innanzi dall’ardorePer lo papiro suso , un color bruno ,
Che non è nero ancora , e ’l bianco muore .
Gli altri due riguardavano , e ciascunoGridava : O me Agnel , come ti muti !
Vedi che già non se’ nè due , nè uno .
Già eraii li due capimi divenuti ,
Quando n’apparver due figure misteIn una faccia , ov’ eran due perduti .
Fersi le braccia due di quattro liste ;
Le cosce con le gambe , ’l ventre e ’l casso