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[Tomi primo & secondo.]
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storia della letteratura italianaDi rentier membra c-lie non lur mai viste .

Ogni primaio aspetto ivi era casso ,

Due e nessun 1 immagine perversaParea , e tal scn già con lento passo .

Comel ramarro , sotto la gran tersaDe canicular , cangiando siepe ,

Folgore par , se la via attraversa ;

Cosi parca , venendo verso 1 epe

Degli altri due , un serpentello acceso ,Livido e nero, come gran di pepe.

E quella parte, donde primate presoNostro alimento, all un di lor trafisse ;

Poi cadde giuso innanzi lui disteso.

Lo trafitto il mirò, ma nulla disse ;

Anzi co piè fermati sbadigliava,

Pur come sonno o febbre lassalisse.

Egli il serpente, e quei lui riguardava:

L un per la piaga e laltro per la bocca,Fuma vati forte, el fumo sincontrava.

Taccia Lucano ornai dove toccaDel misero Sabello e di Nassidio,

Ed attenda a udir quel chor si scocca.

Taccia di Cadmo e d Aretusa Ovidio;

Che se quello in serpente, e quella in fonteConverte poetando, i non lonvidio;

Che due nature mai a fronte a fronte

Non transmutò, si eli amendue le formeA cambiar lor materia fosser pronte.

Insieme si risposero a tai norme,

Chel serpente la coda in forca fesse,

El feruto ristrinse insieme 1 orme.

Le gambe con le cosce seco stesse

S appiccar, chen poco la giunturaNon facea segno alcun che si paresse.

Togliea la coda fessa la figuraChe si perdeva, e la sua pelle