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[Tomi primo & secondo.]
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103 STORIA DELLA LETTERATURA. ITALIANApilo della repubblica arriccliili (i). Avendo per siffatto modoreso immortale il loro obbrobrio, il Poeta gode amaramente diquello, che ne ricade su Firenze che lo avea proscritto, edesclama ( C. XXVI. )

Godi, Firenze , poi che se grande,

Che per mare e per terra batti 1 ali,

E per lonfcrno il tuo nome si spande.

Tra gli ladron trovai cinque cotali

Tuoi cittadini, onde mi vien vergogna,

E tu in grande onoranza non ne sali.

Si fa poi a presagirle dei disastri, che i suoi vicini le bra-mano, e che gli tarda di vederli accadere. Quindi proseguendoil suo cammino giunge nellottava bolgia, clic risplende tuttadi fiamme, ciascuna delle quali si move, e nasconde un pecca-tore. Uno spettacolo così nuovo, che il poeta crea a stesso ,gli presenta allanimo due similitudini assai tra loro diverse ;1 una tratta dagli oggetti campestri, ai quali è da osservare cheegli ritorna sovente, come fanno tutti i sommi poeti; laltradalle tradizioni della scrittura, e dalla Storia deprofeti. Tantesono quelle fi amine,

Quante il villan, chai poggio si riposa,

Nel tempo che colui chel mondo schiaraLa faccia sua a noi tien meno ascosa,

Come la mosca cede alla zanzara ,

Vede lucciole giù per la vallea,

Forse colà dove vendemmia ed ara.

Ed i dannati erano involti e nascosti nelle fiamme , e ve-devansi,

. . . qual colui che si vengiò con gli orsi (a),

(1) I cinque prevaricatori nominati con arte singolare in questostraordinario supplizio ; sono Cianfa Donati , Angelo Brunclleschi ,Buoso Donati , Puccio Sciancato , e Fran cesro Guercio Cavalcante: ilquarto nome solo è mal conosciuto ; i Donali , i Brunelleschi ed i Ca-valcanti erano delle più distinte famiglie di Firenze .

( 2 ) 11 profeta Eliseo , che si vendicò di quarantadue fanciulli , iquali Io sberteggiavano , facendoli sbranare dagli orsi usciti della vioinasalva per suo comando .