Capo Vili. S e z. II. 107
Gli ocelli di Dante C. XXIX ), affaticati a quella vistadolorosa , erano vaglii di piangere . Virgilio lo stimola ad af-frettare il passo . H tempo vola , e poco n’è loro conceduto dapoter vedere le tante altre cose , clic rimangono ancora . Scor-gono da lungi un’ ombra , che additava Dante e parca minac-ciarlo ; era uno de’ suoi parenti , uomo perverso (i), stato uc-ciso in una rissa , e con lui sdegnato, perché coinè parenteera uno di quelli che avrebbe dovuto far vendetta della suamorte . I due poeti , dopo un breve dialogo su di un cotal fat-to, giungono alla decima ed ultima bolgia, le quali tutte com-prese nell’ ottavo cerchio van sempre declinando per gradiVerso il centro , al quale tutte si appoggiano . Quivi il poeta èsaettato da diversi lamenti , — clic di pietà ferrati avean glistrali — eil eravì tale dolore , che non vi sarebbe stato mag-giore, se in quella fossa si trovassero accumulate tutte le in-fermità degli spedali più infetti. I dannati , coperti di croste,giacciono qual sovra il ventre o sovra le spalle 1’ uno dell’altro,e qual carpone si strascina a mutar luogo. La loro pelle scab-biosa è tormentata da un pizzicore insopportabile , ed essi siscorticano colle unghie. Sono diverse spezie di falsatori: l’unofalsificò i metalli; era questi d’ Arezzo ed avea ingannato uncerto Alberto da Siena , uomo bonario, cui il vescovo di essacittà vendicò, facendo ardere vivo, come reo di negromanzia ,il falsatore. Il che dà occasione ad un tratto satirico contro iSanesi e contro i Francesi :
or fu giammaiGente sì vana, come la Sanese ?
Certo non la Francesca sì d’assai.
Nazione vana e frivola, se cosi piace; ma quale avvi allorarelazione tra i Francesi e quel credulo d’ Alberto ! Nazione dipoco senno, come intende alcun commentatore ( 2 ); ma possonoessi i Francesi essere imputati di cotale difetto?
( 1 ) Chiamavasi Gero del Bello .(3) Lombardi .