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STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA
CAPO III.
Della poesia epica in Italia nel sedicesimo secolo , e pri-ma di tutto dell' Epopeja romanzesca ; sorgenti dal-le quali i fatti , ed il maraviglioso , di cui vienecomposta , si derivarono .
Erasi veduto in Italia nel secolo decimoquinto un feno-meno unico nella storia delle lettere. Una favella adoperatae fissata da grandi scrittori in versi e in prosa erasi tuttoad un tratto dileguata . Il popolo die 1’ avca veduta nascerenel suo seno , e perfezionarsi , avea dimenticato di scriver-la ; ed allorquando sul cadere del medesimo secolo alcuniscrittori ingegnosi la vollero richiamare in vita , costò loroquasi altrettanta fatica , quanta ne aveano adoperata i suoicreatori ■ ma essa non andò perduta : Lorenzo de’ Medici ,Poliziano e gli altri poeti che abbiamo veduti borire in qnet-l’età , diedero alla lingua italiana una seconda vita. Fuquella una chiamata universale, a cui risposero d’ogni par-te gli uomini forniti d’ ingegno , che quel secolo vide nasce-re : essi rinvennero le tracce di quella prosa rotonda, pe-riodica, ciceroniana del Boccaccio ; le cadenze armoniose,lo stile nitido, animato, poetico del Petrarca . Il Dante so-lo , qual ne fosse la cagione , rimase senza imitatori e senzarivali .
Intanto i progressi degli studj letterarj , e la conoscen-za , diventata poco meno che universale , degli autori anti-chi avevano moltiplicato le maniere di poesia ; e se alcunipoeti restrinsero la loro gloria a restituire al sonetto ed allacanzone la natura elevata, robusta e nobile , che da princi-pio avea loro dato il principe dei lirici italiani, senza peròpoterne aggiungere la tenerezza e la grazia , altri , in più