12 STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANAla cui protezione egli viveva in quella città. Non oltrepassavain allora i diciannove anni, e quello che desta maraviglia si è ,clic in esso primo saggio vi sono parecchie ottave, alle qualidiè in seguito luogo nel suo poema , e che hanno quella pompadi stile eroico , che pareva essergli naturale .
Un dispiacere impreveduto lo sforzò ad uscire di Bologna .Correva per la ciltà una satira pungente, nella quale moltierano maltrattati , ed egli più di ogni altro ; ma se ne risentìsì poco , che recitò ridendo a’suoi amici alcuni versi da luitenuti a mente. Alcuni ragguardevoli personaggi di Bolognanon presero la cosa sì leggermente, ed imputarono il Tasso diquella satira , ed in sua assenza si andò giuridicamente a fargliuna perquisizione in casa ; i suoi libri , e le sue carte furonorecate al giudice criminale , e rigorosamente esaminate.- non viavendo trovata cosa veruna contro di lui, gli furono restituite 1ma quel pubblico sfregio fatto su di un semplice sospetto eper una sì lieve causa ad un giovane innocente ed onorato , chenon potè averne alcuna soddisfazione , avendogli cagionato unprotondo dolore e fattogli venire a noia il soggiorno di Bolo-gna , fe’ tosto disegno di recarsi a Mantova da suo padre (i) .Pervenuto a Modena , intese che era partito per Roma , e sifermò in casa i conti Rangoni, principi amici delle lettere edamici particolari di suo padre , le cui amorevoli cortesie gl 1fecero in breve cader dall’ animo l’ingiuria ricevuta a Bologna .Tra i compagni de’suoi studj, ebe avea lasciati in Padova, ilgiovane Scipione Gonzaga , il quale fu poi cardinale, avea con-servato sempre per lui una costante amicizia , che fu ed alloraed in tutta la vita una delle sue più dolci consolazioni. Questipigliando occasione da’ tumulti che erano allora in Bologna grandissimi, gli scrisse per farlo ritornare in Padova a dimo-rare con lui. Avea stabilito nel suo palazzo un’ accademia coltitolo di Eterei , e confortava il giovane poeta a venire ad es-