l ' f stori a of.i t. a i.f.ttfr atur V itam an a.di lanciarsi nella carriera ( e questo giovane è il Tasso), il qua-le piglia ad esaminare le vie battute dagli altri, e cerca schiet-tamente quella che dee seguire .
Le vacanze dell’ università gli permisero in line di andarea veder suo padre , die era ritornato a Mantova . E’ impossibilecosa il poter esprimere la gioia del buon vecchio nel ' rivedereo una sì lunga lontananza , nell’ assi-curarsi dei suoi progressi , nel leggere i dotti suoi discorsi sul-1’ arte poetica , nel vedere il disegno già delineato del suo granpoema. L’autore dell’Amadigi non avrebbe forse veduto dibuon animo un altro poeta epico dare di sè si alto presagio ; masuo figliuolo! Qual gioia non senti nello scorgere che tutte leragioni, che lo avevano dissuaso dal fare del suo Amadigi unpoema regolare in luogo d’ un romanzo epico , non avevano po-tuto ritrarre il suo diletto Torquato dal cammino segnatoda Omero e da Virgilio, ed era già proceduto sì innanzi, clicla palma del poema eroico non poteva oramai più esserglicontrastata !
Il Tasso, tornato che fu a Padova , seppe che il cardinaleLuigi d’ Este 1’ avea nominato suo gentiluomo , e che lo ve-drebbe volentieri a Ferrara anzi che 1’ arciduchessa d’ Austria)la quale erasi poco prima maritata al duca Alfonso II , suo fra-tello, fosse giunta alla corte. Egli trasse colà prontamente (i);ma trovò tutti si occupati in apparecchi di feste , di tornea-menti, di spettacoli , che ottenne a stento una udienza dal car-dinale, il quale lo accolse alla fine molto cortesemente , e glifece assegnare delle stanze e tutti gli altri opportuni provvedi-menti , dichiarando che lo lasciava affatto libero , nè voleva cheil suo servigio lo distornasse da’ suoi lavori, e che lo preste-rebbe solo quando gli fosse in grado . Le feste che diede perquasi un mese quella corte gentile e magnifica in una occasionesì solenne , dovettero colpire vivamente 1’immaginazione delTasso , nodrito dalla lettura dei romanzi cavallereschi, e che
(i) Ottobre 1 5G5 .