a 58 storia della letteratura italianache non torse mai lo sguardo dalla sua preda, vedendo Ber*ta aver chiusi gli occhi al sonno , si leva, la prende nelle brac-cia , salta con lei in un battello , taglia la fune , e mentre cheMilone, lasciando là il suo vate, si armò per correre in aiuto ,e che fende braccia e gambe a quanti vogliono contrastargli ilpasso, la nave corre da una parte, il battello dall’altra, e l'in-felice Berta trovasi in alto mare in preda al suo rapitore (ì), ilquale si fa a volerla recare alle sue voglie; ella lo lascia acco-stare , fingendo anche di cedere , e quando meno ei sei crede ,gl’immerge un ferro nel cuore , raddoppiando i colpi ; ei cade,ed ella lo getta giù nel mare. Rimasta sola in quel vascello,volge a Dio una fervida preghiera, che non pare molto acco-modata ad ottenere un miracolo (2), e che dice il poeta sentired’ eresia, perchè Berta era nata in Alemagna e perchè in queltempo la teologia era diventata mezzo romana e mezzo fiamminga.
Ma dubito che al fin nella Turchia
Si troverà, vivendo alla moresca. ( St. 46. )
Dio , non avuto riguardo a quella perfidia, permise che la na_vicella pervenisse alla spiaggia . Berta ne uscì semiviva, cain-rminò per montagne e per valli, passò di Lombardia in Tosca-na , e si fermò vicino a Sutri in una spezie di caverna , op-pressa dal caldo, dalla stanchezza e dalla fame: un povero pe-coraio , che vi scontra , divide con esso lei il rozzo suo alimen-to. Ivi poco dopo dà alla luce Orlando, ed , il parto essendosfato orribilmente lungo e travaglioso il poeta esclama ;
Ragion è ben , che d’ un tal ventre uscendoIl fior del mondo , e l’unica possanza,
Difiicii parto sia, duro ed orrendo,
E faticoso assai più dell’ usanza . ( Cap. VII. st. 7. )
Poscia , a magnificar quella nascita , non risparmia esclamazio-ni , prodigj , apostrofi ai futuri nemici dell’ eroe , che debbonofin d’ allora tremare . Ciascuno volle spiegare la ragione percui venne dato al fanciullo il celebre nome d’Orlando.- egli
(1) St. 35.
(2) Cap. vi, Jt. 40 c seg.