Parte II. C \ p o XVIII. 267calamita , vi passa dentro la persona , e si copre il capo collacupola di Firenze .
Passo sotto silenzio più altre stranezze gigantesche, ene recherò qui una sola ancora, che va innanzi a tutte lealtre . Crisperione, essendosi addormentato nella foresta Ar-denna, vi rimase per sessant’ anni ; ed eragti venuta sul capouna selva , nella quale si vedevano correre cavrioli, cervi, cin-ghiali , orsi e leoni. Si risvegliò finalmente nel punto, che unre vi cacciava con tutti i suoi baroni. Il gigante sbalordito dalsuono de’corni si leva, crolla il capo , la selva cade per terra ,e tutto quello che vi era dentro , ne morì. Le sole sue armisono unghie sì forti, e che aveva lasciato crescere per modo,che erangli bastate a sradicare Ossa e Pelio , e fa disegno divalersene a graffiare gli Dei, ec. Il combattimento è narratonel medesimo modo che sono descritte le armi. I giganti cedonoda principio, ma trionfano alla loro volta ; gli Dei tuggono perogni dove , e Giove più presto e più lungi degli altri. Le deesono serbate al diletto dei vincitori : non vi resta in fine di tuttigli Dei se non se quello che presede agli orti, e che erasi adessi rifuggito.
Il Lasca fu uno di quegli, che incolparono più apertamen-te di furto l’autore di questo poema ; il che glie ne fe’ ascrive-re un altro, che venne alla luce poco dopo, intitolato la Naneao la guerra dei Nani, parodìa o spezie di contrapparte di quel-lo de’Giganti. L’autore si nascose sotto il nome dell’Aminta ,come Amelunghi sotto quello di Forabosco, e si scusò nella suadedica di trattare un sì lieve argomento coll’esempio di questoForabosco, che doveva aver doppio senno di lui, poiché avevail doppio d’anni. L’azione di questo poema ha cominciamentoda dove l’altro ha fine. I Nani condotti dal loro re Pigmeo,avevano riportato una grande vittoria sulle Grù , nel tempoche i giganti avevano vinto gli Dei. Giove, abbandonato da tut-ti gli abitatori dell’ Olimpo , volge il guardo alla terra , e vedeil re Pigmeo che ritorna trionfante colle sue genti, e gli mandaun ambasciata a scongiurarlo, che debba venire in suo aiuto.Il piccolo re aduna il suo consiglio, nel quale vien trattato di