Putì II. capo XX. 5 y
gran moltitudine di oggetti , die era egualmente versato nellelettere greche, latine , sucre e profano , che spiegava intuitele materie , alle quali poneva mano , una profonda dottrinauuita ad un grande acume d’ingegno. Cotale raccolta compren-de un gran numero di dialoghi , di cui gli uni si aggirano in-torno a quistioni morali , ed è il primo italiano che abbia presoa trattarle in siffatta maniera ; gli altri pertengono alle bellelettere , all’ eloquenza, alla poesia , alla storia. Le sue conside-razioni sull’Eneide di Virgilio, sul poema di Dante , su quellodell’Ariosto , fanno testimonianza che aveva una mente altret-tanto sottile quanto profonda. Le sue rime hanno gravità egrazia , e non è meno pregevole , quando scrive nel genere ber-nesco. 1! suo stile nella prosa è uno dei migliori di quell’età ;non ha nè 1’eleganza ammanierata , nè la verbosa prolissità,nè la stucchevole languidezza, che possono venire imputate adalcuni de’suoi contemporanei.
Ottenne una spezie di trionfo , ed applausi universali nelparlare in pubblico in occasioni solenni, sia che dovesse arrin-gare , ovvero trattar cause pe’suoi parenti od amici, tuttochénon fosse questa la sua professione. Gli scritti di quei tempinarrano cose maravigliose della frequenza degli uditori, dellamaniera commovente con cui ragionava , e del trasporto colquale veniva applaudito. Eccitava anche i suoi versi con unagrazia ed un’ espressione singolare. Secondo che procedevanella composizione della sua tragedia , l’andava leggendo nelleadunanze dell’ accademia degli Infiammati di Padova , e destavaun sì vivo entusiasmo, che gli accademici facevano pensiero dirappresentarla eglino stessi pubblicamente ; la morte di unodei principali attori (i) , mandò a vuoto quei disegno. Si spar-sero in tutta l’Italia copie della Camice , e se ne fecero bentostoedizioni contraffatte e scorrette ( 2 ), delle quali lo Sperone si