62 storia della letteratura italianaabbisognano di essere esposte : questo è il vizio radicale dell’ar-gomento ; e quando 1’ autore, nel trattarlo, si fosse meuo rigo-rosamente assoggettato alle maniere greche , non sarebbe me-glio riuscito a rendere piacevole uno spettacolo così fatto . Bi-mane a sapere ancora , se abbia sì esattamente battute le traccedei Greci, od anzi se ne sia scostato più che verun altro poetadi quell’ età : e questo ultimo rimprovero t , a mio avviso , ilpiù fondato.
Ma quand’ anche somigliasse loro per la condotta eia ma-niera di sviluppare 1’azione , se ne allontana d’assai nel fattodella versificazione e dello stile. I versi di cinque o sette sillabeche adopera nel dialogo , scorrono troppo molli e leggieri, esono più atti ad esprimere affetti teneri e gentili , che concettigravi e terribili ; e la loro mescolanza cogli endecasillabi diquando in quando non produce che una discordanza di più (i);se le rime sono troppo vicine , offendono ; se lontane o nienteallettano o poco. A questo metro disuguale e saltellante arrogolo stile troppo florido e delicato , che conviene per avventuraad un cotal metro, ma non già alla tragica grandezza, ed aliacru-dezza dell’azione da lui posta in teatro. Quelli che vollero ap-provarne la locuzione , la commendano in grazia di una certanaturalezza e delicatezza , che prima di lui non era stata ancoraconceduta alla poesia drammatica . e credono , che la Canacepossa essere stata per tale pregio di norma ad Tasso per iscri-vere V Aminta, ed al Guarini per comporre il Pastor Fido.Quest’ ultimo poeta lo asserisce egli stesso , scrivendo allo Spe-roni (a). L’ Egle del Giraldi , il Sacrificio del Beccari , che sidisputano il primato nell’assegnar l’epoca pastorale, furonoscritte dopo la Canace (3), ed i loro autori poterono leggere inprima la tragedia dello Speroni, il Giraldi particolarmente cheera suo emolo, e forse nemico. Sia che si voglia , ne consegui-rebbe da ciò, che gli Italiani debbono saper molto grado allo