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[Tomi settimo & ottavo.]
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64 STORIA DETT A LETTERATURA ITALIANA

Con lei : promette , e ritarda di giorno in giorno la celebrazionedelle loro nozze; ed ella non sa a die ascrivere quella tardan-za. In fine il re di Svezia manda ad annunziare allamico la suavenuta. Torrismondo è in gran pensiero, e , per uscire dim-piccio, pensa di dare in isposa a Germondo Rosmonda sua so-rella , principessa non men bella dAlvida, ed ornata dognifregio e virtù. La regina, loro madre, prende lincarico di per-suadernela. Torrismondo fa apparecchiare un magnifico acco-glimento pel re suo amico, e a credere ad Alvida, che Ger-mondn viene solo per onorare le loro nozze.

Allorquando il (ilo dellazione è per tal modo ordito, siriconosce in prima che Rosmonda non è sorella di Torrismon-do j ma che fu da fanciulla messa in cambio di essa sorella ; inappresso clic questa sorella , presa e mandata in parti lontane èquella medesima Alvida, die il redi Norvegia crede sua figliuo-la , e eh egli die in moglie a Torrismondo, la quale trovasiconseguentemente essere la sposa incestuosa del fratello . Tor-risinondo questa orribile notizia ad Alvida , confortandola asepararsi da lui ed a sposare Germondo. Ella, tenendosi beffatae tradita , si amazza . Torrismondo , udita cotale notizia , pregaGermondo, di accettare la sua corona ed unirla a quella di Sve-zia , e di essere il sostegno dell infelice sua madre, corre po-scia ad Alvida, e, postosi accanto a lei , si trapassa il petto conun pugnale.

Gli Italiani pongono questa tragedia tra le più belle delsecolo dc-eimosesto : essa è condotta secondo la maniera dei Gro-ci ; evi si scorge una remota imitazione del Edipo nelle diverseesposizioni, ebe rivelano successivamente e di scena in iscenaa Torrismondo le avventure di Rosmonda, da lui creduta so-rella , e di Alvida che Io è veramente . Il maggior pregio , ebequesta tragedia ha sulla più parte delle altre , si è la locuzione,nella quale si scorge sovente la mano d un gran maestro : i co-ri sono bellissimi squarci di poesia lirica , e si sente nelle nar-razioni e nelle esposizioni , che non sono in piccini numero, unpoeta avvezzo al nobile linguaggio dellepopeja . Dee rincre-scere però, che non abbia terminato il Torrisinondu la prima