Parte II. C i p o XI. G5
-rolta, clie ne concepì 1 ’ idea . Era allora in tutto il vigore del-1’ età e della mente ; le lunghe sue sventure non ne avevano of-fuscato l’immaginativa e lo stile; ed il paralello tra la Gerusa-lemme Liberala, e la Gerusalemme conquistata fa fede ab-bastanza come fosse assai più felice nelle sue prime idee, chenelle seconde ( r). Quello che ci resta del primo sbozzo dellasua tragedia, conferma questa sentenza, e giustifica cotale rin-crescimento (2).
11 capolavoro del teatro greco , del quale accennai dianziun’ imitazione nella tragedia del Tasso, 1 ’ Edipo Re, di Sofo-cle , fu messo due volte in questo secolo sulle scene italiane; laprima con numerosi cambiamenti nell’ orditura e nella condot-ta della favola , la seconda colla più grande esattezza e rigorosafedeltà . L’ autore della libera imitazione dell’ Edipo fu quelmedesimo Anguillaia il quale fece anche una traduzione libe-rissima , ina con un grado poco comune di virtù poetica , delleTrasformazioni d’ Ovidio . Visse povero ed ignoto; ma que-sto suo volgarizzamento delle Trasformazioni lo levò in granfama nelle lettere ; ed , avvegnaché abbia soventi volte svisatala bella tragedia di Sofocle , il suo Edipo non è , per più ri-spetti , indegno dell’ altre sue scritture .
Giovanni Andrea dell’ Anguillara nacque in Sutrida oscu-ri parenti, circa 1 ’ anno 1517 . Dopo i suoi studj andò assai gio-vane a Roma per procacciarsi una condizione, e 1 ’ avrebbe avu-ta presso di uno stampatore , dice uno scrittore della sua vi-ta ( 3 ) , se non si fosse manifestato più affezionato alla moglie
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(1) Malici , Teatro italiano o Scelta di tragedie per uso dellascena , t. 11 , prefazione del Torrismondo .
(2) Non imiterò qui il pregevole autore italiano della .Storia cri-tica dei teatri , che impiegò dodici pagine del suo terzo volume adifendere il Torrismondo contro le censure dei gesuita Rapili , e ,che e ben peggio , del gesuita la Sante . cd anche di M. Juvenel deCarlencas ( autore di non so quale Saggio sulla storia delie bellelettere , delle scienze e delle arti) - Il sig. Napoli - Signorelli die-de troppa importanza a’ giudizj , i quali , almeno in t rancia , nonhanno presso chicchessia veruna autorità .
( 3 ) 11 Ziliolì 3 citato dal MUzzuchelli , Scritt- d' Ital. , t. 1 ypali. 11 .