o3o STORIA DEt.T.A LETTERATURA TTAT.IArASparger d’ argento e d’ or rugiade e raggi ;
E fecondando illuminar d’intornoVidi Febo e le Muse, e fra le MuseElpin sedere accolto (i) ; ed in quel puntoSentii me far di me stesso maggiore ,
Pien di nuova virtù , pieno di nuovaDeitate, e cantai guerre ed eroi,
Sdegnando pastoral ruvido carme.
E sebben poi, come altrui piacque, feciRitorno a queste selve , io pur ritenniParte di quello spirto: nè già suonaLa mia satnpogna umìl come soleva ;
Ma di voce più altera e più sonora ,
Emula delle trombe , empie le selve .
D à fine col pungere di nuovo Mopso a questo brano poe-tico, in cui si ammira non meno 1’ estro e lo stile del gran poe-ta , che la maestria che adopera , perchè lo stile non disdica algenere del suo componimento , e perchè questo squarcio liricoo eroico che si voglia , si rifonda con verosimiglianza nella com-posizione del poema pastorale. Una tale arte è tutta propriadel l'asso , vero creatore di siffatto genere , nè più si vede inveruno de’ suoi imitatori.
Celebre è il coro che termina il primo atto: e l’encomiodel secol d’oro , non già pei benefizj , che la natura spandea lar-gamente senz’arte e senza coltura :
Ma sol perchè quel vanoNome senza soggetto,
Quell’idolo d’errori, idol d’inganni,
Quel che dal volgo insanoOnor poscia fu detto,
Che di nostra natura ’l feo tiranno ,
(i) Credesi che il Tasso sotto il nome d' Elpino indichi Giamb.Pigila , oratore , islorico , poeta e segretario intimo e favorito del dnca11 lasso desiderava per più ragioni di farselo amico. V. di sopra ,t. Vil,p. i 7 .