Band 
[Tomi settimo & ottavo.]
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Parte il. Capo XXIV. *45mento essendo in fine venuto, Credulo , nell istante di darsila morte , proferisce il nome di Licori ; e questo basta peraprire la via alle dimande di Amarilli , alle sue risposte ed atutto il restante . In questa scena , non meno che in tutto ildramma , i sentimenti sono veri e teneri, e talvolta ancoramalinconiosi ; e la dizione è assai migliore , più naturale, e piùcorretta che quella dei precedenti . Essa è scritta in metro di-verso come 1 A minta , ma non hanno a gran pezza la medesi-ma eleganza poetica e la medesima perfezione .

Avvi più ancora di naturalezza e di semplicità nell Alceo ,e sarebbe la migliore di cotali imitazioni , se non fosse una co-pia servile o una spezie di calco anzi che una imitazione del-1 Aminta . Antonio Ongaro , suo autore , era nativo di Pado­ va , ed attendeva allo studio delle leggi in Roma , quando com-pose 1 Alceo (1), che fu il suo primo tentativo poetico . Morìassai giovane, e lasciò questo solo dramma ed alcune rime .L Alceo non è una favola boschereccia , come le altre , ma unafavola pe=catoria , nella quale i pescatori tengono il luogo deipastori . L autore non ha fatto quasi altra cosa , che di trasfe-rire ai costumi , ai lavori , ai giuochi de primi quello , checoncerne i secondi nella pastorale del Tasso; sostituire , a ca-gion d esempio , un Tritone che rapisce Emilia , al Satiro ,che vuole usar violenza a Silvia , e descrizioni di oggetti ma-rittimi alle dipinture campestri (2) . Tolse anche alcuni parti-

fi) Egli scrive nella dedica , colla data di Roma , a5 agosto l58r,che molti diranno, che mal si addice ad un giovane scolaro qual eglisi è, che professa, lo studio delle leggi, di volger lanimo alla poe-sia , e di osar di appresentare sul teatro del mondo le primizie delsuo ingegno. ,,

( 2 ) Basterà un solo esempio a dimostrare quanto discapito vi siatalvolta per 1 Alceo in questo cambiamento d oggetti. Il poeta volle,imitare quel leggiadro passo della prima scena dell' Amiuta , in cuiDafne , per mover Silvia, descrive gli amori degli augelli , degli ani-mali e delle piante. Alcippo descrive anche ad Eurilla gli amori ditutti i pesci.

. . . Or che sono

Tutti gli altri animali innamorati ,

Amano i pesci , udito il fischio appena