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Parte II. Capo XXV.me prima lo vide impegnato altrove, del gran duca Ferdinan-do di Toscana , dopo la morte d’ Alfonso e la distruzione delsuo ducato , in fine della piccola e galante corte d’ Urbino . Glisi può applicare con ragione quello chele Brun disse, forsetroppo severamente, ma assai poeticamente, di Voltaire :
Gran tempo
II suo orgoglio strisciò di rege in regeSciolto da quest’ultimo legame , per un lieve disgusto , e ri-tornato semplice cittadino di Ferrara , questa città lo deputò aRoma nel i 6 o 5 a complimentare con sua orazione Paolo V sulla sua esaltazione al trono pontificio. Vuoisi che in quellafunzione, visitando il sacro collegio , come si pratica, il car-dinale Bellarmino glirinfacciasse i gran mali cagionati nel mon-do cattolico dal Pastor fido , paragonati con quei di Calvino edi Lutero (i). Con tutta la riverenza dovuta ad un sì grandecontroversista , la cosa è un po’troppo esagerata; è un voler inqualche modo paragonare le risse sanguinose , i rivolgimi itti ele guerre cagionate dalla riforma cogli effetti di alcune dipin-ture amorose , o se vuoisi anche lascive, che non sembranoavere tra sè gran fatto somiglianza.
Questa missione fu l’ultima incumbenza commessa al Gua-rini. Dopo la sua tornata da Roma , fece a Mantova un viaggioameno e per così dire poetico. Vi fu chiamato nel 1608 alle fe-ste delle nozze di Francesco Gonzaga con Margherita di Savoianelle quali la sua commedia dell’ Idropica fu rappresentatacon gran pompa di decorazioni e d’abili (2). 11 celebre poetalirico Chiabrera ne fece gl’interinedj,e l’architetto Viani dettoil Vianino l’apparato e le macchine , cioè a dire , l’uno spiegòtutte le dovizie che la mitologia potè somministrare alla sua
(1) L’autore della vita del Gunrini (tib. supra , p. 80 ) scriveche a lui uon è permesso riferire 1’ arguta risposta , con cui sidice che rintuzzasse il rimprovero del cardinale. Bisognerebbe farricerca nella vita di Bellarmino scritta o da Daniele Bartoli ,odalFuligati o da altri , dove questa risposta viene per avventura ri-ferita .
(2) Se ne parlò di sopra p. 11.