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La meridiana del tempio di San Petronio rinnovata l'anno 1776 / si aggiunge la ristampa del libro pubblicato l'anno 1695 sopra la ristaurazione della meridiana eseguita dai celebri matematici Gio. Domenico Cassini e Domenico Guglielmini
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scrie de marmi interposti colla opposizione di un sostegno,che per la sua mole ci assicura di una quasi insuperabile resi-stenza .

Prima d intraprendere l'ideato lavoro non era da omettersi unponderato esame per riconoscere le principali cagioni, che han-no renduta difettosa questa meridiana, per cui fu obbligato ilCassini di instaurarla 1'anno 1695., dopo che il Montanarinel 1673., e il Guglielmini nel 1690. vi aveano scoperti alcu-ni piccoli errori tanto nella lunghezza , quanto nella situazio-ne del gnomone , e insiememente nel livello dei marmi , chein alcuni luoghi trovaron!! depressi , e in altri rialzati rispettoal punto verticale , o piede del gnomone . Si è creduto chesopra tutto abbia pregiudicato alla stabilità della linea la pic-colezza demarmi, che formavano due strisce separate non piùlarghe d' once due , e divise da una riga di ferro , che condiversi peducci conficcati sul terreno, stava ad esso unita congesso ; altro fondamento aveano gli stessi marmi, che il ter-reno semplice , su cui posa tutto il pavimento della Chiesa .Per la qual cosa essendo a noi permesso di commettere agli ca-perai quanto si credesse conferire a rendere stabile questo stru-mento, si determinò di escavare il terreno lungo la linea, egettarvi un fondamento di mattoni , e di calcina, sopra cuidistendervi i nuovi marmi destinati a formare la meridiana .Questi marmi sono tanti parallelepipedi lunghi la maggior par-te piedi 5. con larghezza donce 9., e con profondità pocominore . Si stabilì in oltre di escavare un solco nel mezzo del-la larghezza per introdurvi una lastra di ottone , che indicassepiù precisamente la linea . Un metallo tale essendo più duttiledel ferro può con minor fatica complanari! in modo , che 1!adatti alla superficie del marmo , lo che rende più sicura P os-servazione . In fatti dopo alcuni esperimenti abbiamo conosciu-to , che ricevendosi la specie solare sopra una superficie tuttaeguale , e assai ampia per contenerne una porzione non picco-la , si rende facile il giudicare qual sia 1' orlo regolare dellaellisse, di cui si vogliono nelle osservazioni notare i due pun-ti estremi dell' asse principale. Vero è però , che non poten-dosi , che con stento , e fatica maneggiare pezzi di marmi diquella mole , che abbiamo detto , non era sperabile di otte-nere in ogni parte della linea un perfettissimo livello , ed ot-te-