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mctralmente opposti due circoli paralleli, uno de' quali dicesimassimo degli apparenti , e 1' altro massimo de’ non apparenti.Per conoscere la posizione d' uno di questi semicircoli , comeper esempio il semicircolo dell’ora 17. contata dopo il tra-montare del Sole , si converta in gradi il tempo dato, con-cedendo a ciascun’ora gradi 15., e si avranno gradi 255. »indi incominciando da quel punto del parallelo massimo de-gli apparenti, ove e sto tocca 1’ orizonte , si contino i pre-detti gradi procedendo da oriente verso occidente , e così siavrà un punto , per cui conducendo al punto diametralmen-te opposto nella sfera un lemicircolo tangente i due paralleli ,verrà descritto quell’ orario, a cui giungerà qualunque astronell’ ora diecisettesima della lua intiera rivoluzione contatadal tramontare. S’ intenda condotto dal polo al punto delcontatto un’ arco di circolo massimo. Essendo questo un semi-diametro del parallelo massimo degli apparenti, sarà egualeali’ altezza del polo , e in oltre farà angolo retto coll’ orario ;onde a noi si presenta un triangolo sferico rettangolo, che haper ipotenusa un’ arco di meridiano , che dal polo si estendefino al punto d’intersecazione coll’orario. Nel detto triango-lo rettangolo è dato un lato , che come si è avvertito poc’anzi , uguaglia 1’ altezza del polo , ed è dato 1’ angolo nelpolo, che sarà di tanti gradi, quanta è la differenza tra igradi contati da principio lui parallelo massimo degli appa-renti , e il lemicircolo. Risolvendosi questo triangolo si avràla distanza del punto d’ intersecazione dal polo , ed insie-me la declinazione , che di quella è complemento . Conciò rendesti manifesto, che un’ astro qualunque passerà pelmeridiano diecisette ore dopo il suo tramontare, se al tem-po del suo passaggio avrà quella declinazione, che risultadal calcolo. Con questo metodo ho cercato la declinazio-ne meridiana per ogni circolo orario preso a minuto per mi-nuto di tempo entro quei confini, che prescrive 1’ obbliquitàdell’ eclittica. Conosciuta la declinazione, ed essendo data1’ altezza del polo, se ne deduce la distanza dal vertice , dacui detratta la retrazione, ed aggiunta la parallasse ne risul-ta la distanza apparente dal vertice . La tangente di questadistanza misurata sulla meridiana dinota il punto ove deesiincidere il numero dell’ ora italiana . Avvertasi, che noi pra-ti-