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IL FRANFELLICCARO
un sigaro, lasciando cadere l’oggetto prescelto dall’alto in terra una volta sola.
Ecco due fanciulli scelgono due caramelle, una per ciascheduno, e attentiaspettano che una mosca venga a posarsi su di una di esse e renda vincito-re colui che la scelse per sua. Giuoco antichissimo, che Franco Sacchetti nella diciottesima delle sue novelle ricorda fatto colle monete e con sottilmalizia da quel Basso della Penna in danno di certi Genovesi arcatovi : eglicon una pera fracida ungeva il suo bolognino d’argento, e la mosca subito visi ponea.
Un giuoco de’ più difficili e d'ingegnosa invenzione è il seguente. Sceltidue oggetti di simile specie, ciascun giocatore muove il suo verso quellodcU’avversario, c si vanno incontro con gran riguardo, come due duellantialla pistola marciumi l’un sur Vmitre. Ma qui non vince chi ferisce il pri-mo : al contrario, il primo che vien toccato è il vincitore. Sicché li vedi oraappressarsi,ora andar lontani con giri e ammaestri passi,ora crescere innanzi
Intorniando con gircvol guerra
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c presentare il fianco scoperto al nemico, e sempre avvicinarsi di più l’unall'altro e sempre fuggire il contatto, come l’asintoto all’iperbolo , come lalinea lissodromica al polo.
Ma questi giuochi novellamente introdotti cesseranno pure quando ritor-neranno all’avita onoranza i franfellicchi. Vedremo allora di nuovo correrespediti gli snelli venditori per le vie di Napoli senza mai soffermarsi oziosi; gliudremo ripigliare l’antica cantilena con voce più acuta e penetrante;e quandostanchi dalla via lunga vorranno spacciar più presto la loro residuale mercan-zia, assisteremo attoniti spettatori colla bocca aperta, cogli occhi immobili edintenti e senza trac fiato al giuoco difficilissimo di far giungere in bocca e man-giare senza aiuto delle mani un franfellicco posato sulla fronte e finanche sulcocuzzolo. Già mi par di vedere un monello più ardito, coll’arrugar della fronte,coH'inarcar delle ciglia, col batter delle palpebre, col contrarre delle guance,coll’arricciar del naso, col sollevar del labbro superiore, coll’allungarvi sopral’inferiore, e mettendo in movimento tutti i muscoli della faccia come chi èpreso da tic doloroso o da spasmo cinico o da riso sardonico, dopo un quartod’ora di pazientissima impazienza, tutto grondante di sudore, riuscire ad in-ghiottirsi un franfellicco ad ufo.