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CAPO VII.
2)1 altre accenjionì , che la /addetta fera del dì 8 .Agodo apparvero nell * aria .
A fera, eh*è mentovata, ne’dintorni del Vefuvio*
J —* e in altri luoghi da effo lontani 12. miglia o circafi videro nell'aria molte e molte pìccole faetee, che par-te gettavano il lampo, e faceano un piccolo remore,eparte fenza far veruno fìrepito fi eftinguevano. In oltrevi accaddero delle accenfioni,che nel colore, e nella fi-gura fomigliavano a quelle, alle quali i Filici dicono Stel-le cadenti , e certe dì effe affai fi (tendevano, e grazio-
famente s’incrocicchiavano. Io nel cielo di Napoli nel-lo fpazio di mezz’ora ne contai fino in otto; e alcune
delle medefime tardavano a fvanire il tempo di quat*»tro battimenti di polfo, e tutte nello fpegnerfi tèrmi*?navano in un luminofo bianchiflimo globetto. ;
Di più nella Torre del Greco, in Refina, in Por*»tici, in S.Giovanni a Teduccio, e.in altri luoghi nefurono vedute di quelle, che feorrevano ralente ria ter-ra ; e in S.Anaftafia, che giace fui fianco fettentrionarìle del Vefuvio,ne comparvero fin dentro le abitazioni*
In fine in certi de’ mentovati paefi, alcune delleaccennate ftrifee di fuoco .cadevano obbliquamente. daiff
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aria,