( LXXVIII )
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capo xxnr.
iSV descrìvono alcune pietre /ingoiati gettate dal Vefuvionell’ ultima Eruzione .
I. T^TEl Canale dell’Arena il dì io. dello fcorfo me--J- ^1 fé di Settembre vidi certe pietre di una mez-zana grandezza, di color del piombo, dure , e afperfedi piccole macchie nere. Elle erano efteriormente vetri-ficate; e la parte ridotta in vetro raffembrava ad unalunga rabbuffata capellatura (t). Le loro fuperficie erandì forma quadra , e fpianate , e tali, eh’ egli feorgeafi,
eh’ erano fiate divife da altre limili, ed uguali . Neimezzo di una delle dette fuperficie ergeafi un piccoloribalto, unito alla pietra medefima,e fatto a foggia diuna lametta di ferro, che irregolatamente fi piegava in
arco,
(i) Nel detto Canale dell’Arena, oltre a quelle pietre vetrificate di fuo-ri, e all’ altre , che ho accennate nell’antecedente Capo, ve ne fono moltealtre , la cui parte efteriore il violento fuoco ha mutata in un perfetto ve-tro , eh’ e il lapis objidianus , ■uìtrum Vulcano-rum de’ moderni Naturali ; eun tal vetro in alcune pietre è della groffezza di una linea, in altre di due,e in altre di un dito e più ; e in certe fi dirama in graziofiffùni fcherzi.Io fpiccai da alcune di effe de’ pezzi affai curiofi; certi de’ quali fomiglianoad un coltello ricurvo, che termina in punta molto aguzza ; altri fono fca-nalati, e diritti ; e ne’ loro folchetti fi vedono de’ piccoli rifalti convelli , edell’onde. Altri fono limili a’ gufej delle nuocciole, ed altri de’cocchi Ame-ricani ; le loro fuperficie lucono alquanto , e paion fibrofe ; ed altri fonofomiglianti a certi fregi, che fogiiono fare gli Architetti ne’capitelli, ed in