*4 DESCRIZIONE
da’ de politi nafcofii delle procelle , da tempo a tempo vi furonoeretti* iopra della fopravvenuta terra duolo indicibile di Edificjfacri, e privati che in oggi vi fi oflfervano. Prima del riempi-mento totale della Regione le pofizioni delle mature, e le circo-ffanze luogali praduffero 1’ Aria atmosferica circoffante peftifera ,e in confeguenza ne rimanea Napoli attaccata con danno nontenue della pubblica falute. A quello riparar volle Carlo di An-giò regnando in Napoli , di molto prima degli Aragonefi ; e quin-di con Tevere ordinazioni difpofe , che fodero tolte le maturedalla Regione di Fufarello o Acquaro , e fi fiabililfero al di làdel prefente Ponteftrada detto della Maddalena , e propriamentenelle lagune Guizzarde , formate delle acque rubeole riftagnantiin quel baffo fondo, di molto al Mare appreffato. Anzi per da-re un ficuro efemplo al fatto utile, la Famiglia Angioina fon-dò di appreffo al Porto antickiffimo , che conterminava la Re-gione già liberata da’ micidiali effetti , un ben intefo Palazzoche tutta futa fi offerva . Quello è quel famofo Edificio , che ne’tempi appreffo' fu acquiftato da’ diverfi Nobili Napolitani , edindi paffando da mano a mano, in oggi fi poffiede dalle fami-glie Mirra, e Pifcopo . Ma torniamo onde partimmo.
Effendofì aumentata di molto la Città di Napoli ne’ tempiappreffo al Governo degli Angioini , e producendo dlerminj lemature, efercitate Relle lagune Guizzarde ; l’accortezza di AI-fonzo 1’ Aragonefe determinò le due lodevoli opere di memoriaeterna che dicemmo: colla prima, tolfe le mature dalle laguneGuizzarde, e le coftituì nel Lago di Agnano; e colla fecondanel luogo pantancrfo di effe vi fe’ coftruire gran numero di canalifcolatizj, affin di ridurre le acque (lagnanti in correnti, unendo-le all’artefatto andamento del fiamicel Rubeolo. Cosi il Re bo-nificando il luogo , riparò alla falute pubblica , e operò la fiori-dità del Popolo napolitano. Molti Cittadini fui fatto fondaronolungheffo U fiumicello diverfi ^Mulini ; e i terreni guizzardi cheper tanti fecoli fi videro fott’ac'qua, divennero coltivati dall’in-duftria dell’ agricoltore^. Quelli fon que’ famofi terreni napolita-ni, che formano la ricchezza ai diverfe agiate Famiglie dellaCittà, e diconfi le Paeiule. Con fiffatti fpedienti allontanò Al-fonzo il veleno delle mature da ogni attorno di Napoli , e diquanto non poteffero offendere l’atmosfera circoftante • anzi coldifporle nel Lago di Agnano , rimafe, ficcome rimane infino a’dì noftri , la Città naturalmente difefa dal diffendimento del
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