DELLA REGIONE ABBRUCIATA.
terze, e di latitudini appena credibili ; altre tra le Teorie di fer tro , meno alte, e più e meno difpafe ; ed altre tra’ terreni divaria indole e portata. Diamo!: un’ occhiata fu quanto ci pre-fenta la Natura, e principiamo la difamina dal luogo,che indi-ca il cominciamento degli operati naturali , cioè la Pianura indove fu la bocca del Vulcano, in oggi eftinto, e ridotto il pro-fondo tartarico in pianura , già coperto di terreni vegetanti. Do-po ben poche nHeffioni farem convinti delle vomitazioni , e de’gitti delle materie che riempirono ogni diftendimento , mentreofferviamo a’ lati delle raffreddate lave non altro , che ammaffiforprendenti, di tufi , e di ceneri abbruciate di color torchinac-cio tendente al neretto , nel compoflo de’ quali vi fon per-midi grandi e minuti falli folidiffimi di varia indole e pefo,gittati con effe dal Vulcano raedefimo.
Quelle materie più e meno abbruciate , col paffaggio de*fecoli mplriffimi fi fon tra gli umidi de’ terreni circofiantì con-glutinati infino a pietrificarli con gradi diverfi di denfità e du-rezza; e quindi fiffate Montagne, lìccome dimofirano il foprav-venimento luogale ; così decidono le diverfità de’ gitti ne’ tem-pi feonofeiuti. La fperienza e le difamine luogali ci amniae-firano effer generalmente di due qualità gli offervati ammafli *uno più denfo e duro dell’ altro in egual volume ; ma il loroagglutinamento e fodezza di tal portata , che avendole 1’ Uomo,rifeontrate utili alle fue faccende morali , e non di tanto diffici-li ad avvalerfene, le taglia in gran maffi, con diligenza le mi-nuta , e rendendoli convenevoli allè bifogna dell’ Arte edificato»ria , fè ne avvale alle coftruzioni degli Edificj. Quelle pietre di-confi comunemente Piperni, e fono di denfità diverfa . nelle pie-traie andando dal 1’ alto al baffo di loro profondità , infìno a un.certo punto; ma non pid oltre per darne conto Noi in quellaNota.
Al di là di quelli ammontamenti fe ne offervano altri , edaltri delle quafi fimili materie aride, conglutinate parimente datempi immemorabili; quelle in foflanza fon fimifi a’ Piperni %ma non appigliate a quel punto,nè di tanto abbruciate dalla pre-fenza del fuoco fotterraneo , di quanto rifeontriamo le piperni-i>e. Effe fono ceneri tufacee , renofe e lapillofe, molte di color^eretto , che diceff da’ Volgari Tufo nero , ed altre moltiffi-di color giallaccio dal chiaro al carico , ma tutte permiffe^ pomici, di lapilli e di terre leggiere, ripiene di pori di ogni