DELLA REGIONE ABBRUCIATA. pi
fettimo mefe del Regno di Mafftmo , fui fatto prefe Roma , lafaccheggiò con barbarie , e la riduffe quafi deferta . Fece trucida-re r Imperador Maflimo , e il cadavero volle che , con ignomi-nia, fi gittalfe nel Tevere \ e cosi dopo il giro di molti anni dac-ché Scipione tAfricano conquiltò e diflrufle Cartagine ^ quella colmezzo di Genferico refe la pariglia a Roma. Terminata quelt’im-prefa il Re Vandalo fi diede a fcorrere la Campagna , porto® inPozzuoli , nuovamente faccheggiò l’afflitta Città , e ne dirubòque’ miferi avanzi, rimalli dall’inondazione de’ Goti»
Nell’anno 545 ^ noflra Era rientrarono i Goti nella Cam-pagna, condotti dal famofo Totila loro Re , il quale nell’attomedefimo che affediava la Città di Napoli , portoffi all’affedio diPozzuoli ' e avendola prefa a forza di armi, la diede per la ter-za volta al facco e alle rovine. Reftò mal fodisfatto il Re de’Goti in quell' incontro , a cagion che molto poco vi trovò nelladefolata Città, onde ripieno di rabbia , dando luogo all’ empie-tà e alla vendetta, fé diroccare molti Edifici facri^fece adegua-re col fuolo le Mura di circonvallazione romana,fece sfabbricarequafi tutti gli Edificj pubblici, non perdonandola nè anche a’ pri-vati , e fece trucidare moltiffimi Cittadini fenza rifentimento qua-lunque. L’epoca di quelle rovine univerfali fu in ogni tempomemorabile ; dappoiché l’intera Città non dimofixava altro chemonti di rovine , tutt i luoghi fi rifolfero deferti e privi diPopolo, le Campagne defolate e rime/Te nel feno della Naturaterreflre , e in fine tutto quel famofo territorio della decantataPiccola Roma , non altro fpirava in ogni attorno , che orrore efpavento , nè altro vi fi vedea , ^che qualche infelice pallorellocon poche greggi, a disfruttare 1’ erbe fopravvenute alle rovine.Così rimafe dillrutta la famofa Pozzuoli , e per anni 1 6 affoluta-mente difabitata a dimollrarne il difgrazìato fucceffo .
Nell’anno ^ 61 di noftra Era approdarono fortunatamente inPc^wc/i cinque navilj greci, che per altrove eran desinati , iquali a villa dello fpettacolo di tanta defolazione , e ricordevolidella feracità de’ terreni pozzuolani , e dell’antica felicità e gran-dezza del dillrutto Popolo* rifolvettero alcuni di effi riedificarequella parte della Città, che valutarono fufficiente ad effoloro ■ equindi que’tali Greci che vi vollero rimanere, occupando fra le rovi-ne quella parte che videro meno dillrutta, e più confacente al diloro interefle, ne principiarono un mifero rifacimento. A quelli
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