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Pervenuti alla PDagala di Giannicola, che& apunto un tratto ſpazioſo d' arene, ed è come di ba-ſe all' alte ripide cortine dell' Etna, fü impedito ilnoſtro cammino dalle nevi occupanti tutto E altese baſſo de! Monte, delle quali erano ſolamente ſce-vere la lava di fuoco, che uſcita nuovamente dab-la bocca del Monte, ſcorſa era ſin dietro il AionteTepre, e le parti più ſollevate, ed eminem di que-
ſta Contrada, nelle quali vi e un numero quaſi in-
finito di groſſe, e Iiſcie pietre d antica Sciara. L im-
pedimento inſuperabile delle nevi quantunque ſgo-
mentato mi aveſſe di tracciar inoltre il luogo domde uſcite erano I acque inondanti; mi diede nonpertanto aggio di accertarmi, che Vampio letto fattodalle piene nella Sciara del Trifoglietto ſi ſtendea con-nnuamente per tutta queſta Dagala di Giannicola tfin ſopra le ſteſſe falde di Mongibello; ſulle qualicontinuato lo viddi per le nevi interrotte: anzi mife avvertire iI Condottiere, che alcune liſte di ter-reno intorniate dalla ſudetta lava di fuoco nelle ſteſ-ſe falde erano ſtate pure ſtriſciate dall' acque: ond10 reſtai perſuaſo, ch aveano eſſe calato gi per lxfalde del Monte a braccia quadre, ed a guiſa d' unfume largo perlomeno un buon miglio ſiciliano;in qual foggla ande a rinveſtire la Sciara del Trifglietto, riempiendo d' arene una gran parte dellamedeſima. Oſſervai in oltre, che la prefata lava difuoco era ſcorſa ſopra il letto fatto dell' acque, al
quale era eſſa ſovrapoſta; della qual coſa ne reſtaiaffatto chiarito, vedendo, che le ſtriſce fatte dalle piene ö
ſull'alto de! Monte crano intorniate della Sciara me-deſima. Onde mi convenne inferire, che Finondazio-ne ſudetta preceduto avea la lava del fuoco ſcappattdalla bocca dell' Etna, ed eſſere ſtato vero quanto affermavaſi dagli Abitatoti de' circoſtanti Paeſt, che