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Guida metodica di Napoli e suoi contorni per vedere con nuovo metodo la città adorna di pianta e vedute litografate / E. Pistolesi
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688 VtAGfilO DI ROMA A NAPOf.I

stizia e persecuzione de'nemici non ispingeva Mar!»a deliziarsi nel sangue* tramandato avrebbe anipoti I®più bella cittadina rinomanza , il più inclito vanto ci'vile, peravere il primo col valore italiano prostrato ap'piè delle Alpi i barbari dalla rubicondachioma, i qual!con carri,sopraccarichi darmenti,di mogli,di bambi'ni, venivano ad osteggiare e disertare il nostro bel pae-se. Cicerone , che in dottrina ed eloquenza pareggila gloria di Roma a quella della Grecia , e non che 1*città eterna, Italia ancora salvò dal ferro, dal fuocoe dallultimo esizio che le apparecchiava Catelinailelogio dArpino è in quel motto pronunziato da Poro'peo in una pubblica aringa, che Roma eragli obbli-gata per aver dato alla luce i due cittadini, che Fave »'no due volte salvata dalla rovina. La storia di Arpie?non dissomiglia gran fatto da quella delle altre cittadella meridiana Italia ; antica è la origine sua , ro asepolta nella notte del tempo.

Succedono le famose cascate dellIsola , detta di S 0'ra , da alcuni credute più belle ancora di quelle **Tivoli . I fiumi Liri e Fibreno dopo aver confuso a p°'ea distanza le loro acque giungoho per stretto ab' e °alla torre che domina il paese, e dividonsi in due r*'mi : precipitasi il sinistro per un piano inclinato spa[so di scogli, che ritardandone la velocità fa specchi^delle sue limpide acque: il destro slanciasi vertical-mente da enorme altezza , producendo un fragore ?assordante, che appena può sentirsi la voce del suo Jf 1 'cino ; Byron 1 avrebbe detto un inferno dacqua, hgrosse masse si precip/taro con incredibile rapidità ^e riducendosi, per dir cosi, in polvere argentea , *Pjpena toccono gli scogli del fondo , che si rialzano , ,,sciolgono in pioggia ed in leggiere nuvolette, chevento qua c disperde.Hackert le dipinse. Sora è 1 0tima terra, la quale osò un tempo resistere ad un esecito consolare , che senza un tradimento non sarebforse entrato nelle sue mura.

Da Ceprano , da cui per poco ci dipartimmo, il P.pooendo negli stati della chi.esa, perviensi a Casaro* 1 '