VI NAPOLI. iS5
poiché ficcome attorno agli anni 257 della fondazion di Roma,in occafion della Guerra Latina, apparvero al Dittatore Pofluwi»ì Dei Diofcuri , cioè Caftore , e Polluce , a prevenirlo della fonitonata, e compiuta vittoria fopra de’ Nimicì ; per cui avver-tendone egli, il Dittatore, il Senato , dopo la gloriofa Guerracon decreto pubblico fu eretto a quelli Dei il risaputo Tempionel Foro romano- cosi al dir di Cicerone fegui in Napoli • do-poché alcuni Fuggitivi occupando il Foro, vi fi mantennero in-fin che dopo varie azioni di Guerra civile furori difcacciati , cqu^jfi diftrutti ; per cui l’anno appreffo a quefle azioni fuvvi e-retto l’additato Tempio , in atto di religiofa memoria , e diringraziamento a’ Dei Penati C a flore, e Polluce da Tiberio GiulioTarfo * qual fu da Pelagone procurator di Cefare col fuo averead efìi confacrato.
Quello raaravigliofo Edificio , giuda le oflfervazioni fatte nel-le antiche fultruzioni, fu .AnfiproflUo Eja/hle di forma Coloffale,coordinato ad una maeftofa. Scalinata, che terminava col piede-ftilo dell’ Edificio } al Pronao doppio , alla Celta } ed al - Po/Heodoppio } e dagli avanzi del Pronao , o fra del Vejhbblo , che tut-tavia nella loro ultima deflazione ci rimangono a forprenderci,vi avvifiamo il Carattere Corintio , in cui raccolfero i coftrutto-ri tutto quel pili elegante , e quel maeftofo dell’ Architetturagreca fiftemata da’ Romani ; e. colle proporzioni le più pure , ele più ben intefe dell’ Armonia architettonica . Le colonne fu-rono, e fi offervano di diametro palmi nodri 4 ed once 6 pref-fo ; l’altezza colla baie, ed il Capitelo pai. 45; la baie è atti-ca^ lo ftilo, o fia furto accanalato ; ( e fi noti, che le accana*lature fon corintie interamente l'cave da piedi a cima fra imo ,e fomnio fcapo , ed è diminuito dal terzo di fua altezza in fo-pra, giuda l’ottimo Siftema romano, fenza il menomo fantafti-co gonfiato ) il Capitello di carattere corintio, e ben ricer.atone’ cavolicoli, e nella fronde dell’ Olivo, di altezza un diame-tro della colonna, e dippiù l’altezza dell’abbaco , che compon-gono circa palmi 5 ed once 6 , giufìa il fiftema de’ tempi ot-timi dell’architettura romana. Gl’intercolunnj laterali a quel dimezzo furono Pignoflili , cioè a dire di diametri due e mezzofra afte, ed a fte delle colonne, e quel di mezzo gli fuperava dipoche parti ; affin di render maeftol'amente vifibile la Jattua , ofia in noftro volgare la Porta del Tempio.
L additato PeriflUg Efaflile ne reggeva un luminofiffuno So-
A a pror*