scaglie del felspato assai resistenti sono tinte dallostesso ossido di ferro.
Vili. Lave distrutte dalle acque. Colando sopraluoghi inclinati cominciano dal logorare le lave sotto-poste, ne affondano indi l’incavo, e finiscono coltroncarle in pezzi, che poscia rotolano, privano degliangoli, e trasportano al basso.
IX. Lave decomposte dalle acque del mare. Nellespiagge al piede dell’Etna battono contro di esse,ed ajutate anche dal sai muriatico ne traggono vial’allumina, vi fanno delle caverne, e grosse cavità,e lasciando in rilievo le altre materie, le riduconosovente alla forma di spugne a grosse cavità. Quelleche sono propriamente dentro il mare vengono primaprivate dall’esterno scóriaceo, o poroso, e la partecompatta viene levigata.
S’ incontrano delle masse aggregate formate dall’os-sido del ferro, ma questi oggetti sopra l’Etna sonocosì scarsi, così poco significanti, che non è d’uopoprenderli in considerazione. E fra i prodotti dei vol-cani antichi della Sicilia che si trovano gl’immensiammassi di tufi a cemento argillo-ferruginoso, e piùspesso calcare.
Stabilimento della vegetazione.
Dopo uno spazio più, o meno lungo di tempo lecontrade devastate dai fiumi infuocati di lava ritor-nano ad abbellirsi coprendosi di vegetabili. Sopra lestesse materie che cominciano già a decomporsi siveggono spuntare le muffe, i licheni, gli elicrisi, e lealtre picciole piante; indi le sieguono le altre piùgrandi , e finalmente gli alberi di quasi ogni sorte.Il catto opunzia vegeta sopra le stesse lave rudi