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gressivnmcnte , ed ammassandosi, formare dei solidirecinti intorno alla parte centrale che sotto 1' urtodiretto nell’asse è sempre rotta, e spinta in alto. Lelave summarine non possono avere quindi un lungocorso ; aprono al più delle nuove voragini nel con-torno allorché la prima potrà essere otturala dallalava condensata (i), e tutte si ammassano sopra lestesse per venire a formare delle isole iu mezzo alleonde.
Cessato il tumulto della eruzione, la lava contutta la liquidità ricevuta, resta chiusa dentro a queirecinti consolidati, e cattivi conduttori del c lorico;ivi le particelle sono lentamente abbandonate dalfluido dissolvente, e poste nello stato di tranquilla-mente avvicinarsi , e rassodarsi secondo le uaturaliloro tendenze. iS'oi veggiamo la materia che non èorganizzata, cristallizzarsi in tutte le circostanze fa-vorevoli , ma quando queste mancano non lascia diprendere delle forme regolari. I metalli , ed altresostanze in fusione sotto un lento , e non turbatoraffreddamento , mi ritiro del loro volume si divi-dono in corpi pobedri più , o meno regolari. Lemarne, le argille, le terre ferruginose, il solfato dicalce , le deposizioni fangose sulle sponde dei lìumi,nel diseccarsi si fendono in pezzi prismatici (u). Le
(i) Le correnti delle nostre lave antiche per decine di leghe,e chetraforino delle montagne per passare oltre, sono un prodottedi osservazioni fatte all* sfuggita,
(a) Scavando in una altura discorie, e di pozzolane dentrola stessa città di Catania sortosi tirate fuori dille masse argìllo-Tnartiose indurite un tempo dal vicino calore dalle lave, e reserossastre. Uappreseutano ammassi colonnari prismatici verticalidi alcuni pollici di altezza , e poche lince di diametro con dellearticolazioni. La parte che serve loro di base è interine. Ne hoconservate delle masse che sono di una verità dell’oggeuo, sor»prendente.