Di Pozzuoli , ed altri luoghi . 105
Et te ( quii putet hoc ? ) altrix mea , dutusarator
Vertet , & Urhs, dicet, hac quoque cU^ra fuit.
Tata trahunt homines , fatis urgenùbus ,UYbes ,
Et quodcunque videi , auferet ipfa dies ,
Della Città di L'interno, oggi chiamataPatria .
CAP. XXV.
Rà Cuma , e Volturno fi veggono le
rovine dell’ antica Città di Li «ter-
no , già Colonia de’Romani . Quivi Sci-pione Africano il Maggiore, dopo ch’eb-be prefo volontario efilio dalla fua Pa-dria , per effer fiato maltrattato da’ fuoiConcittadini , che tanto gloriofamenteavea da’nimici dìfefo , venne a ritirarli ,avendo in abboni inio tanta ingratitudi-ne . Quivi parimente vi (Te , Lenza maipenfare di ritornare alla Padria , e quiviparimente mori, e fu feppellito,colle fe-guenti parole sii la tomba:
Ingrata Patria ne quidem offa mea ha-
bes .
Vogliono tutti gli Scrittori , che trat-tarono di quello luogo , che diftrutroLinterno da’Vandali nel 455. fu erettadopo la Torre , che oggi fi vede , dovefu detto fepolcro ; e che in memoria di
E 4 quel