V ITALIA
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le burrasche. Piantata la rete sarà infaticabilea visitarla e a riconoscere l’avviamento dellapesca. Prevederà le procelle colla sagacità diun piloto per non impegnarsi in un atto dipesca mal a proposito; e nel dì che s’ha damacellare, saprà sbrigarsene in brieve orae dentro la misura che le circostanze richie-dono. Da queste qualità del Rais dipendein gran parte la buona fortuna; e però dopoDomenedio 1’ esito della pesca si aspetta dalRais. Il Rais pertanto è ’l uomo piu accarez-zato alla tonnara, siccome vi è il più autore-vole. Altro nome quasi non si ode risonarese non quello del Rais, nè altra voce vi sieleva più autorevolmente che quella del Rais.Sì importante posto viene oggi coperto in Sar-degna da’Genovesi o dai Siciliani; Sicilianiperò sono i Rais più comunemente, siccomeaventi una grande scuola nel loro paese, nonsolo della pesca del tonno, ma di ogni altrapesca, genere di esercizio in cui i Sicilianisono veramente al sommo industriosi e in-defessi.
Tutto aprile si spende in disposizioni; ilgiorno tre di maggio si stringe più l’affare,si deve incrociare la tonnara. Tal funzionetocca al Rais, e non è essa altro se non lamanifestazione la quale il Rais fa del sistemada sè fissato intorno al luogo ove vuol collo-care la rete; incrociare la tonnara pertantonon vuol dire altro se non fare in mare unatraccia la qual serva di norma alla colloca-zione della rete, siccome 1’ architetto segnain terra con pali e funi la direzione secondola quale deve sorgere 1 ’ edilizio. Se noh cheil Rais a tracciare il suo disegno non usa pali,ina due corde chiamate inlilole, le quali egliferma a galla dell’acqua parallèle fra loro, erappresentano i due massimi lati del granparallelepipedo della rete.
Il giorno dopo l’incrociamento, se ostacolonon vi si oppone, si dee' mellere la rete abagno ; parte essa benedetta prima solen-nemente dal clero della tonnara, ripartitasopra più bastimenti. Dalla pianta e profiloincisi si vedrà la forma e la vastità della rete,la quale a ragione si può chiamare un ardi-tissimo edifìzio piantato in mezzo al mare, incui paragone le pesche dei naselli e dellearinghe non sono che un giuoco da fanciulli.Canne diciotto almeno di profondità, cioè a
dire piedi parigini 108 (i) deve avere il mareivi ove laretc si pianta, e allora alla rete stessasi danno canne venzette, ossia piedi parigini 162di altezza; essendo maggiore la profonditàdel mare, a proporzione s’aggiunge altezzaalla rete, maggiore dovendo sempre esserel’altezza della rete che non la profondità delmare, per ragione che le camere non hannofondo, e di fondo serve loro il fondo del maremedesimo; laonde conviene chela rete si am-mucchi in fondo al mare per serrar bene,e non distaccarsene mai per agitazioni e on-deggiamenti che succedano. Fondo però hala camera di morie , ossia il corpo, e lo hanecessariamente per ragione che essa cameraè quella la quale si alza con entrovi il tonnoper ammazzarlo, e per ragione che essa ca-mera deve resistere nell’atto di essere alzataall’ enorme peso de’ tonni, e molto più cheal peso, a’loro dibattimenti e sforzi cagionatidalle violenze che si veggono fatte : è essatessuta di forte canape, e con istrette maglie ;laddove il resto della rete è tessuto sempli-cemente di sparto d’Alicante , e con maglieampissime. L’aggregato delle camere vienchiamato Isola , ed è questo propriamente illuogo ove il tonno riman preso ; la Coda ossiaPedale , e ’l Codardo, non servono se non afermare il tonno e guidarlo alla rete; la codaferma e guida il tonno che passa fra la terrae l’isola; il codardo c teso contro il tonnoche passerebbe in più alto mare. Tanto pren-de di mare questo ingegno di pesca, che ame è avvenuto in due luoghi diversi di spen-dervi tre quarti d’ ora per arrivare all’ isolasola, benché andassimo in agile legnetto adieci remi.
Nel tempo che il mare è in calma, nonviaggia il tonno; il tempo di calma c per essotempo di posa ; s’occupa allora a scherzare ea cacciare; ma quando il mare si ricommuoveal vento, il tonno si rimette in corso e correa norma del vento. Temono perciò le tonnaredopo le burrasche la calma ; sospirano per ilvento, e ognuna sospira per il vento suo.Tutte quante s’accordano a sospirare da plin-
ti) Le ri oncie ilei piede parigino sono 7 micie /ircirca 1 i[.rande: onde le 18 canne fanno trabocchi 11,1,6,cioè una doppia altezza delle case di Doragrossa. iY. A.