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5 (1838) Stati del re di Sardegna / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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STATI SARDI

cuojo, ed un mantello succinto con cap-puccio , a guisa degli antichi eremiti. Ilbordone de' peregrini reggeva i lor passi.Portavano appesa al collo una croce d’oro.Di tal foggia vissero cinque anni in con-templativa quiete, e nella pace di unritiro che altri disse religioso, altri filo-sofico, altri politico.

« Tuttavia, sotto il ruvido manto dianacoreta , Amedeo AIII riteneva la po-tenza dello sceLtro ducale ; ma non nefaceva uso se non quando poteva mo-strarsi splendidamente pacifico. In talmodo dal fondo del suo romitaggio eglifu autore e mediatore della famosa pacedi Arras, che levò gPInglesi di Francia ,e pose fine a discordie che per secoliaveano insanguinato quelle contrade.

« Verso quel tempo i padri del Con-cilio di Basilea , che si erano arrogati dideporre Eugenio IV , elessero a supremoPontefice il ritiralo monarca.

Ventiquattro prelati, in capo a’ qualiera il cardinale di Arles , portarono aRipaglia il decreto dell’ elezione. Ripu-gnava ad Amedeo il pensiero di suscitareuno scisma ; e il Guichenon racconta cheegli si sciolse in lagrime : ma l’eloquenzade’ prelati lo vinse. Questi gli esposeroche dalla sua accettazione dipendeva lapace della comunità de’ fedeli, e la ri-forma generale della Chiesa. Gli vesti-rono gli abiti pontificali nella chiesa diRipaglia , ed il primo duca di Savojavenne salutato sommo Pontefice col nomedi Felice V. La Francia, l’Inghilterra,la pastiglia, Milano, i Cantoni Svizzeri ,l’Austria, l’Ungheria, la Boemia , labaviera, la Savoja, il Piemonte, e i ca-valieri dell’ Ordine Teutonico riconob-bero Felice V per capo visibile dellaChiesa, mentre il rimanente della cri-

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stianitàsi teneva aderente ad Eugenio IV ,o si rimaneva neutrale.

« Tonone e Ripaglia mal bastarono acontenere gli ambasciatori ed i prelatiche da ogni parte si condussero a por-gergli omaggio.

« Felice V , accompagnato da quell’il-lustre corte, da Luigi duca di Savoja, daFilippo conte del Genevese, suoi figli,non che da trecento gentiluomini de’loroStati, fece il solenne suo ingresso in Ba-silea . Colà gli furono conferiti in tregiorni gli ordini sacri, disse la prima suamessa, e fu incoronato con pompa gran-dissima. Si notò che la tiara del coro-namento valeva da 32m. zecchini. Fe-lice V tenne il suo seggio prima in Basilea ,quindi in Ginevra. Ma frattanto EugenioIV era morto 0447 )j e Niccolò V oc*cupava senza contrasto la cattedra ponti-ficia nella capitale del mondo cristiano.Felice V volle por fine ad uno sparti-mento di papale autorità, onde venivadanno ed afflizione alla Chiesa. Carlo VIIre di Francia assunse le pratiche di me-diatore. I patti dell’ accordo venneroconsentili tali e quali li propose Felice Vje sommamente per lui onorevoli.

» Egli allora adunò il Concilio di Ba-silea trasferito in Losanna , ed in essopubblicamente renunziò il papato.

« Le savie cautele con che lo scismafu spento, fecero universalmente plaudirela moderazione di Felice V , la prudenzadi Niccolò V , la saviezza e costanza delredi Francia , e l’intera cristianità mandòle grida del giubilo.

« Amedeo di Savoja , fatto cardinaledel titolo di Santa Sabina, legato e vicario perpetuo della santa Sede in Lombardia ,in Savoja, in Isvizzera, in Germania , ecol primo grado, dopo il Papa , nella