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PREFAZIONE
Eira appena compita la Edizione dell’ Opera, nellaquale ho data al Pubblico 1* intiera raccolta delle Fab-briche , e dei Disegni del celebre Architetto Andrea Pal-ladio , corredata di alcune illustrazioni, quando un nu-mero di scelti Amici 5 ed alcuni rispettabili Personaggimi eccitarono a coronare la mia fatica ripubblicando leTerme dei Romani dallo stesso Maestro già disegnate.Mosso da tali eccitamenti ed anco per secondare il miogenio, mi accinsi a pubblicare, a guisa di appendice »i Palladiani Disegni di quelle Terme, nel costruire lequali sembra, a dir vero, che abbian voluto i Romanila magnificenza superar dei Greci, e fissare T ammira-zione dei secoli posteriori..
Si erode comunemente eh’ egli presa si abbia la curadi delineare questi Disegni l'ultima volta, che lungidalla sua Patria lo spinse la brama dì perfezionare quelgenio elegante e magnifico che in luì si andava spie-gando nell’osservare studiosamente gli Architettonici mo-numenti dell’ antica Roma, e che in seguito riguardarelo fece da tutti come il ristoratore dell’Italiana Archi-tettura . Ma comunque fosse la cosa, è certo, che re-starono inediti finche egli visse, e poi sepolti per lun-ga serie di anni nell’ oblivione. Toccava il trarli daquella oscurità, dove giacevano, al sagace viaggiatoreLord Conte di Burlingthon, il quale con quella pazien-za indagatrice che distingue la sua Nazione, ebbe la.sorte di scoprirli. Ciò avvenne in Masera, del Trevigiano >in quella superba Casa, che il Palladio inventò per l’il-lustre suo Mecenate Monsignor Daniele Barbaro Patriar-ca di Aquileja, e dottissimo interprete di Vitruvio (i).
(i) I Disegni di questa nobile ed mo terzo della mia edizione ralla»elegantissima .fabbrica, sono nel To- diana, nelle Tavole XX.XXI.XXIL