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Le terme dei Romani / disegnate da Andrea Palladio e ripubblicate con l'aggiunta di alcune osservazioni da Ottavio Bertotti Scamozzi giusta l'esemplare del lord conte di Burlingthon impresso in Londra l'anno 1732
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PREFAZIONE

Eira appena compita la Edizione dell Opera, nellaquale ho data al Pubblico 1* intiera raccolta delle Fab-briche , e dei Disegni del celebre Architetto Andrea Pal-ladio , corredata di alcune illustrazioni, quando un nu-mero di scelti Amici 5 ed alcuni rispettabili Personaggimi eccitarono a coronare la mia fatica ripubblicando leTerme dei Romani dallo stesso Maestro già disegnate.Mosso da tali eccitamenti ed anco per secondare il miogenio, mi accinsi a pubblicare, a guisa di appendice »i Palladiani Disegni di quelle Terme, nel costruire lequali sembra, a dir vero, che abbian voluto i Romanila magnificenza superar dei Greci, e fissare T ammira-zione dei secoli posteriori..

Si erode comunemente eh egli presa si abbia la curadi delineare questi Disegni l'ultima volta, che lungidalla sua Patria lo spinse la brama perfezionare quelgenio elegante e magnifico che in luì si andava spie-gando nellosservare studiosamente gli Architettonici mo-numenti dell antica Roma, e che in seguito riguardarelo fece da tutti come il ristoratore dellItaliana Archi-tettura . Ma comunque fosse la cosa, è certo, che re-starono inediti finche egli visse, e poi sepolti per lun-ga serie di anni nell oblivione. Toccava il trarli daquella oscurità, dove giacevano, al sagace viaggiatoreLord Conte di Burlingthon, il quale con quella pazien-za indagatrice che distingue la sua Nazione, ebbe la.sorte di scoprirli. Ciò avvenne in Masera, del Trevigiano >in quella superba Casa, che il Palladio inventò per lil-lustre suo Mecenate Monsignor Daniele Barbaro Patriar-ca di Aquileja, e dottissimo interprete di Vitruvio (i).

(i) I Disegni di questa nobile ed mo terzo della mia edizione ralla»elegantissima .fabbrica, sono nel To- diana, nelle Tavole XX.XXI.XXIL