IL S ECONDO LIBRO
Bf PNS E FTI V ADI SEBASTIAN SERLIO
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2 e nFANTrattato di proſpettiua, quanto alle ſauperficie.
Ncokà che la ſottil arte della proſpettiua ſia mol-to difficile à fſerĩuere,& maſſimamente de corpi rileua-ti dal piano: anzi& arte che meglio s inſegna conferen-do preſentialmente, che in ſcritto,& in diſegno: nondi-meno hauendo io trattato nel primo libro di Geome-tria, ſenza la quale la proſpettiuà non ſarebbe: io misforzerò con quella più breue uia, che per me ſi potrà,darne tanto di luce all Architetto, che al bi ſogno ſuo ſarà baſteuole: nè mi ſtẽderò in filoſofare, d diſputare che
coſa ſia proſpettiua, nè donde ſia deriuata: percioche il profondiſſimo Euclide
ne tratta ſottilmente con la ſpeculatione. ma venendo alla prattica& al biſo-gno dell Architetto, dir bene che proſpettiua è quella coſa, che Vitruuio do-manda ſcenografia, cio la fronte& li lati di uno edificio,& anco di qualunque
oſa, d ſuperficic.& corpo. laqual proſpettiua conſiſte in tre linee principali·
La prima è la linea piana, dalla quale naſcono tutte le coſe. La ſeconda linea
e quella che va al punto: altri lo dicono uedere, altri Orizonte, ma fOrizonte&
il ſuo proprio nome: imperꝭ che Orizonte& per tutto doue termina la veduta
noſtra. La terza linea è quella della diſtantia, la quale è ſempre al liuella del-
rOrizonte, ma più appreſſo, ᷣ piu lontano, ſecondo che accaderà, come al ſuoluogo ne parleremo. Queſto Orizonte Faltezza ſua s intende al liuella dell oc-chio noſtro, come ſaria à dire, Architetto vorrà dimoſtrare un cafamento invn muro, ilquale hauerà il ſuo naſcimento dal piano, doue poſeranno li piedi de
i riguardanti: in queſto caſo ſarà ragione che! Orizonte ſia di tãta altezza, quanro locchĩo noſtro,& ſia poſta la diſtantia nel piu commodo luogo di quella. Seſara in capo d un giardino, ù d vn andito, ſia la ſua diſtantia all entrata di eſſogiardino, ò andito,& ſimilmente in vna ſala, d altra ſtanza ſia ſempre la ſua di-ſtantia all entrare di eſſe. Se ſarà in vna ſtrada in vn muro, la ſua diftantia ſi por-
Meno