;6o DELL’ARTE POETICADixeris egregie , notum fi callida verbutft
Reddiderit junctura novum.
pezzi di due o più parole diverse, per formarne unasola: ma esprime altresì ottimamente E accompagna-mento delle parole intiere, che acquistano novità,forza, e splendore dall’iutificio con cui sono 1' unadopo P altra ordinate. Ma senza che noi ci tormentiamoa cercar la significazione in cui si è valuto Oraziodel verbo ferire, e della parola junBura, ce ne insofma chiaramente egli stesso, usando per 1' appunto questeparole , e queste frasi medesime in questa sua ArtePoetica in luogo , dove non è possibile il sospettareeh’eì voglia parlar delle parole composte. Al verso234. volendo dire, che s’egli scrivesse drammi sati-rici , per fuggir la bassezza dello stile, si varrebbeancora delle metafore, si spiega così.
Non ego inornata, & domînantia nomina folumVerbaque, Pifones, fatyrorum fcripior amabo.
E poco dopo
Ex noto fi cium carmen feqitar ; ut fibi quivisSpera idem : suda multum fruflraque laboretAusuì idem. sentian ieries , juntturaque polla lsamum de medio fumtis accedit honoris 1
Or qui si vede che in quel domînantia nomina , tosi®di peso da Aristotile kvoio, hvópMTa s* intendono ieparole, o siano i nomi delle còse, proprj, ordinar},positivi, e non metaforici; e che Orazio, per evirarsa bassezza, non vuol valersi solo di questi, ma dellemetafore ancora. Si vede che la parola ferits , dedoti*