PARTE SECONDA *9
di singolare, di sorprendente. Deve regnarvi l’ordine, mafra una specie di confusione; tutto deve esser dritto, e re-golato, ma senza monotonia; e da una moltitudine di partiregolari deve risultare del tutto una certa idea di irregolari-tà, e di Caos, che tanto conviene alle Città grandi. Biso-gna perciò possedere eminentemente l’arte delle combinazio-ni, ed aver del fuoco, e dell’ingegno per coglier vivamentele piò giuste, e le piò felici ,
iV» Quattro cose concorrono principalmente a formareuna bella Città, i. i suoi ingressi, 2. le sue strade, 3. les Ue piazze, 4. i suoi edifizi. Diamo un rapido sguardo so-pra ciascuno di questi quattro oggetti relativamente alla di-stribuzione .
I. Ingresso di una Città .
Gli ingressi di una Città devono essere liberi, moltiplicati* proporzione della grandezza del recinto, e sufficientementeornati; nell’ingresso il concorso di chi esce e di chi entraè il maggiore, onde per evitarvi ogni imbarazzo gli accessisì esterni che interni debbono esser larghi a misura della po-polazione , e dell’ affluenza . Nè basta che questa larghezzasia presso la Città, ma deve incominciare da una gran di-stanza, proseguire senza gomiti, e senza voltate, e termina-re a spaziose, e regolari piazze sì al di dentro, che al difuori della porta, alle quali sbocchino molte strade tutte drit-te. L’entrata di Roma per la Porta del Popolo ha qualun-que vantaggio, e sarebbe compita, se le sue piazze esterne,e d interne fossero regolari, e se da quella di fuori, siccomeSl s tacca il grande stradone, che va dritto a Ponte molle,C0S \ ne partissero degli altri ad esso paralleli fiancheggiati di^ lal1 > di alberi. Roma antica avea delle porte doppie , cioèue u nit e insieme per piò facilitare l’ingresso, e 1’uscita del-a S e nte, p orse ; moderni han piò bisogno di questa dop-piezza pel tnagp) 0r nu mero delle nostre vetture, e delle no-stre carrozze >
Madrid , che deve la sua pulizia, e le sue nuove bellezzea la beneficenza del suo Re Carlo Terzo, ha acquistata , fra leaItre > Ia su Perba p orta diAlcalà, architettata dal Brigadiere