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DELL’ ARCHITETTURA ec.
sostener la vicina, nè una premere senza trovare un ostaco-lo capace da reggerla, e di equilibrarsi colla medesima.
Dunque in ogni fabbrica convien distinguere la parte cbepreme, e la parte cbe sostiene. Un edifizio avrà tutta la so-lidità necessaria, se la forza sostenente superi abbastanza laforza premente . Si consideri un muro distaccato da qualun-que altra fabbrica r esso è nel tempo medesimo la sua pres-sione , e il suo sostegno -, perchè le parti superiori premonosulle inferiori, e queste sostengon quelle. Si esamini un edi-fizio intero : esso è composto di più muri sostenenti volte,solari, tetti. Le volte, i solari, i tetti sono il peso dell’e-difizio ; i muri ne sono il sostegno. L’Architetto , che hafatto il suo piano, deve esattamente valutar la pressione de’pesi, per regolare con sicurezza la forza de’ sostegni.
Vi som de’peéi, che agiscon verticalmente, cioè premonoda su in giù. Tali sono i massicci de’muri, che si ergonodritti da’ loro fondamenti. Vi sono altri pesi, la gravezzade’ quali agisce in linea obbliqua , cioè spingono di qua e dilà a destra e a sinistra : tali sono le volte . Per misurarnela pressione, convien misurarne la curvatura ; quanto più que-sta è abbassata, o scema, più sarà forte la spinta. Final-mente i tetti, i solai ec. hanno molta pressione in linea ret-ta verticalmente, e alquanto di spinta in linea obbliqua.Tutto ciò va calcolato con esattezza .
La solidità dell’edifizio dipende dunque dalla forza de’suoisostegni. Chiunque saprà dare ad un muro semplice tutta laforza bisognevole per non giammai crollare, sarà in istatodi dare sostegni sufficienti per reggere i più grossi pesi.
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