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Tomo terzo.
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DELL ARCHITETTURA ec.

sostener la vicina, una premere senza trovare un ostaco-lo capace da reggerla, e di equilibrarsi colla medesima.

Dunque in ogni fabbrica convien distinguere la parte cbepreme, e la parte cbe sostiene. Un edifizio avrà tutta la so-lidità necessaria, se la forza sostenente superi abbastanza laforza premente . Si consideri un muro distaccato da qualun-que altra fabbrica r esso è nel tempo medesimo la sua pres-sione , e il suo sostegno -, perchè le parti superiori premonosulle inferiori, e queste sostengon quelle. Si esamini un edi-fizio intero : esso è composto di più muri sostenenti volte,solari, tetti. Le volte, i solari, i tetti sono il peso delle-difizio ; i muri ne sono il sostegno. LArchitetto , che hafatto il suo piano, deve esattamente valutar la pressione depesi, per regolare con sicurezza la forza de sostegni.

Vi som depeéi, che agiscon verticalmente, cioè premonoda su in giù. Tali sono i massicci demuri, che si ergonodritti da loro fondamenti. Vi sono altri pesi, la gravezzade quali agisce in linea obbliqua , cioè spingono di qua e di a destra e a sinistra : tali sono le volte . Per misurarnela pressione, convien misurarne la curvatura ; quanto più que-sta è abbassata, o scema, più sarà forte la spinta. Final-mente i tetti, i solai ec. hanno molta pressione in linea ret-ta verticalmente, e alquanto di spinta in linea obbliqua.Tutto ciò va calcolato con esattezza .

La solidità delledifizio dipende dunque dalla forza desuoisostegni. Chiunque saprà dare ad un muro semplice tutta laforza bisognevole per non giammai crollare, sarà in istatodi dare sostegni sufficienti per reggere i più grossi pesi.

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