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Volume primo.
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i oi. De’ Comentarj Intorno AH’ Istoria

Sapete voi disse Aîesser Curdo , chi- fi fosse questo suo Avolo ì Direino, rispose Carla, che e' si chiamò Lucio Drufi,. buomo faceto , & dot-to: il quale scrisse in Rima un libro de la virtù x . & un'altro de la vitaamorosa , i quali portando egli in Sicilia, al Ré per fortuna gli perse( a ) Cafer, { n /Hare : di che dolendost fuor di modo , poco dopasse ne morì . MaSynthem.’ve-. co n e stesse parole riman convinco pereste Federigo li. na-(b) gTV i/ c 3 ue Fanno 1197.. ( a ) Fiero delle Vigne fu Maestro del detto Fede-lalîistor //£? r *§° >■ e ^ste oltre Fanno 1236.. (£) Iacopo da Lentino viene anno-si. cap. ìi ', ’ veraco dal Rèdi (c) tra quei , clie fiorirono insieme con M. Fran-se) Annota cesco da Barberino , die nacque. F anno. 1264. (d) Guido GiudiceDJtiramb. Messinese fiorì circa il 1272.. per quel die scrive Giusto. Fontani-

pag. 100. ni (e) Bindo. Bonichi morì nelF anno 1337. come afferma. Isidoro

(d) Vedila. Ugurgieri ( f) e finalmente Lapo.Gianni fiorì, ncll’anno 1350.se-Vn a prefissa a c on do il Poccianci, che lo nomina Lapo Giannini (^ ) A 1 F incontro■* uot rr ( £ u 2 Arnaldo Daniello, che fu tra i Principi de’Poeti Provenzali , non v'more 1 ~ha dubbio , che morì circa il 11^9.. ( h ) siccome in quello stesso.

(e) Amìnt . torno > o poco dopo ,. morirono gli altri, principali Poeti di quelladifef pag. ” Nazione , come può. vedersi dalle loro vite nel Nostradama ; e però267.e sega. niuno di. loro fu in Corte di Ramondo Conte di Provenza , come

(f) , Pompe afferma il Giambuliari ,. perché egli morì d’ età d’ anni. 4.7..Fanno.Sanef.par.t*. 1245.. ( * ). Né al Giambuliari giova punto F istoria di Lucio Ostisi ,,tit.1S.nu.13. che egli racconta per. cosa autenticata dal detto di M. Pietro Orsila-{g)Catalog*. g 0 . p C1 - c hc nel tempo di Federigo Barbarossa,, per quello , che abbiam

crtpt.florenf. p royaco jj sopra,, non. v’era di nostra. Poesia alcun principio , capaceth") costituire una cosa degna.dell’elogio-, che nel soprascritto sonetto

et. Provenf.'' d’Agatone si fà alF Autore delle opere smarrite scritte in Siciliana fa-Jiojlradam' velia; e di paragonarsi colle cosede’Provenzali,. che allora grandemen-num-i ■ pag.. re fiorivano ; ed’antiporsi alla divina Commediadi Dante, che poi fo-44. &c._ “ pravvenne. Oltre che F eruditissimo Antonio Maria Salvin! in vna(i) Nostra- lettera, scritta a Monsignor Marcello Severo!! , e da noi veduta ori-dam.loc. cit. ginaimente , giudica , che quel sonetto sia finto , e suppositizio di»,*8.^104. Agaton Drusi..

Come i Versi volgari derivano da i Latini, e dì quante sorte sene.facessero, fino a’tempi del Petrarca , e quanti egli.ne. mettesse in uso . C A P. V.

N ON v’ha dubbio alcuno, che l’origine di.tutti i versi, ches’ado-perano nella nostra Poesia , deriva dalla buona Poesia Latina ,che gli, ebbe dalla. Greca ; imperciocché sebbene nello storpiamentodi detta Lingua si perde affatto, come abbiam detto , la.buona me-trica , per la quale in tanto pregio era salita » nondimeno restò inpiedi. Farmonia de’versi, la quale senza altra regolache d’accrefcer-le grazia colla, rima , fu poi messa in. opera, da gli stessi Latini , equindi da L Provenzali, e da gl’Italiani, il che si. vede. manifestamen-te dall’ Elucidano Ecclesiastico di Giodoco Clittoyeo , nel quale sicontengono tutti gl’lnni della Chiesa fatti avanti , e. dopo la cadu-ta della Latina Poesia; e quei fatti.dopo si veggono tessuti di versicorrispondenti nel suono a i regolati, e legittimi versi Latini , ed a.

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