Della Volgar Poesia Voi. I. siisi. I. ioj
El seti drutz.
Avintn gai & sorbita
De’quadrisillabi, o tctrasillabi, o tetrametri v’è esempio di Gugliel-mo della Torre, riferito daU’Ubaldini-. [<*]
Aiata. de mi pietatQe n vertat*
li qual versetto -, benché paia di tre sillabe , nondimeno ha forza diquattro, perché l’ultima consonante, non essendo parte della sillabaantecedente, né potendo formar sillaba da se, si dee considerare, co-me se sulle accompagnata dalla vocale [b ] che , o per vaghezza , oper uso di Lingua , appo i Provenzali spessissimo si taceva nel finedelle voci . De’pentasillabi , o pentametri trarrem l’esempio da Ram-sialdo di Vacchcra riferito dal Redi. (e)
Per la amanzaEn beuenanz.a
Dove si legge anche un quadrisillabo, che è il primo. DeH’ésasillabo,o esametro serva d’esetnpio il seguente di Guglielmo Boccardo riferitodalNostradama (d)
En vous yeu ay messaScgnent ma promejsa.
DeU’ettasillabo, o ettametro serva d’esempio il seguente di Pietro Beumonte riferito dal Varchi (e)
Qui la en paez. set rancura .
Dell’ottosillabo, o ettometro v’è esempio in Giusfredi diToIosa rise-rito dal Redi (/)
Cai cer platz. en ioi en rire .
Dell’enneametro, o enneasillabo , v’è esempio in Bernardo del Ven-tadorn, o di Vantadore", riferito parimente dal Redi (■$ )
IJfamen com le tempi de mai .
Dei decasillabo, o decametro, v’è esempio di Monragnagot riferitodall’Ubaldini [s>]
Quar li sol lauz.on sei entendenza .
E finalmente dell’endecasillabo, oendecametro, serva d’esempio il ver-so d’Arnaldo Daniello inserito dal Petrarca nella Canzone, che inco-mincia . LaJJo me, eh’ io non so in qual parte pieghi.
Drez. ei raison es qui en ciant em demori .
Benché il Castelvetro [«'] voglia, che FAutore, il quale egli stima,contra la comune opinione , non esser Arnaldo , per non gli parereil suddetto verso conforme al solito carattere di lui , lo scrivesse indue versetti,.l’uno di cinque, e l’altro di sei sillabe, de’quali poi ilPetrarca, unendogli, fece un sol verso; e Ciro Spentone [£] affer-mi, che da alcuni tal verso viene attribuito a Guglielmo di Buoiciu-.Di quei di dodeci, e di tredici sillabe non diamo esempio , perchéda’nostri primi Padri non furono seguitate queste maniere ; e perav-ventura elleno sono de’Poeti Provenzali de’tcmpi più bassi.
( a ) Tavtl.docum. d'A*mor. Bar ber.Voc.d i filate-re.
(b )D ante deVitlg. eloq.lib.i, tap.g,
(c )Loc,cìt.pag.55.
( d ) Vies deiPoet.Provenf.ty.59.pagaq%.
( e ) Ercolun,
pag. 5 4- di
stampa diVeti. 1570 .
(f) hoc. citipag ; 5.
(g) hoc. cir.pag. 49 .
( h) Loc. cit.voc, sol.
( i ) Corret.Dialog. LingiVarch.pagùrf.di stampa diBafilea.
( k ) Dialog.nov. ■vers.en-neastll. p,6.
Crefc. Jst. Volgi Poesia . Tom./,
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Come