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Volume primo.
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105
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Della Volgar Poesia Voi. I. siisi. I. ioj

El seti drutz.

Avintn gai & sorbita

De’quadrisillabi, o tctrasillabi, o tetrametri v’è esempio di Gugliel-mo della Torre, riferito daU’Ubaldini-. [<*]

Aiata. de mi pietatQe n vertat*

li qual versetto -, benché paia di tre sillabe , nondimeno ha forza diquattro, perché l’ultima consonante, non essendo parte della sillabaantecedente, né potendo formar sillaba da se, si dee considerare, co-me se sulle accompagnata dalla vocale [b ] che , o per vaghezza , oper uso di Lingua , appo i Provenzali spessissimo si taceva nel finedelle voci . De’pentasillabi , o pentametri trarrem l’esempio da Ram-sialdo di Vacchcra riferito dal Redi. (e)

Per la amanzaEn beuenanz.a

Dove si legge anche un quadrisillabo, che è il primo. DeH’ésasillabo,o esametro serva d’esetnpio il seguente di Guglielmo Boccardo riferitodalNostradama (d)

En vous yeu ay messaScgnent ma promejsa.

DeU’ettasillabo, o ettametro serva d’esempio il seguente di Pietro Beumonte riferito dal Varchi (e)

Qui la en paez. set rancura .

Dell’ottosillabo, o ettometro v’è esempio in Giusfredi diToIosa rise-rito dal Redi (/)

Cai cer platz. en ioi en rire .

Dell’enneametro, o enneasillabo , v’è esempio in Bernardo del Ven-tadorn, o di Vantadore", riferito parimente dal Redi (■$ )

IJfamen com le tempi de mai .

Dei decasillabo, o decametro, v’è esempio di Monragnagot riferitodall’Ubaldini [s>]

Quar li sol lauz.on sei entendenza .

E finalmente dell’endecasillabo, oendecametro, serva d’esempio il ver-so d’Arnaldo Daniello inserito dal Petrarca nella Canzone, che inco-mincia . LaJJo me, eh’ io non so in qual parte pieghi.

Drez. ei raison es qui en ciant em demori .

Benché il Castelvetro [«'] voglia, che FAutore, il quale egli stima,contra la comune opinione , non esser Arnaldo , per non gli parereil suddetto verso conforme al solito carattere di lui , lo scrivesse indue versetti,.l’uno di cinque, e l’altro di sei sillabe, de’quali poi ilPetrarca, unendogli, fece un sol verso; e Ciro Spentone [£] affer-mi, che da alcuni tal verso viene attribuito a Guglielmo di Buoiciu-.Di quei di dodeci, e di tredici sillabe non diamo esempio , perchéda’nostri primi Padri non furono seguitate queste maniere ; e perav-ventura elleno sono de’Poeti Provenzali de’tcmpi più bassi.

( a ) Tavtl.docum. d'A*mor. Bar ber.Voc.d i filate-re.

(b )D ante deVitlg. eloq.lib.i, tap.g,

(c )Loc,cìt.pag.55.

( d ) Vies deiPoet.Provenf.ty.59.pagaq%.

( e ) Ercolun,

pag. 5 4- di

stampa diVeti. 1570 .

(f) hoc. citipag ; 5.

(g) hoc. cir.pag. 49 .

( h) Loc. cit.voc, sol.

( i ) Corret.Dialog. LingiVarch.pagùrf.di stampa diBafilea.

( k ) Dialog.nov. ■vers.en-neastll. p,6.

Crefc. Jst. Volgi Poesia . Tom./,

H

Come